I Vulcani del Messico: le Vette da Conoscere e Scalare!

Il Messico è una bellezza naturale da sogno e selvaggia, ricca di storia e di paesaggi di grande impatto: lo sapevate che il paese ospita ben trenta vulcani?! Scopriamo insieme i nomi dei vulcani più famosi e caratteristici, da inserire nella lista delle cose da vedere assolutamente se siete appassionati di escursioni e di montagna!

Popocatépetl

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Il Popocatépetl è un vulcano in attività, situato nella regione di Puebla, a 70 km a sudest di Città del Messico. Il suo nome, che in lingua nahuatl significa ‘montagna (tepētl) che emette fumo di continuo (popōca)’, è dovuto alla sua moderata, ma costante, attività. È il secondo vulcano più alto del Messico, con un'altezza di 5 465 m s.l.m ed è uno dei vulcani più attivi dello stato.

 

Iztaccíhuatl

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L'Iztaccíhuatl è la terza montagna più alta del Messico, e anche la quinta più alta del Nord America. La montagna ha nove cime principali, la più alta delle quali è a 5 286 m s.l.m.. Le cime vengono raffigurate come la testa, il petto, le ginocchia ed i piedi di una donna addormentata.

Nella mitologia azteca, Popocatépetl era un guerriero che amava Iztaccíhuatl. Il padre di lei lo mandò in guerra, promettendogli sua figlia in sposa al suo ritorno, cosa che pensava non sarebbe avvenuta. A Iztaccíhuatl venne detto che l'amato era stato ucciso e lei morì dal dolore. Quando Popocatépetl ritornò e seppe di averla perduta, morì di dolore anche lui. Gli dèi li coprirono di una pioggia di stelle e li trasformarono in vulcani.

Pico de Orizaba

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Il Pico de Orizaba (5 610 m s.l.m.) è la più alta montagna del Messico e la terza più alta del Nord America. Si trova al confine tra gli stati federali ed è uno dei tre vulcani messicani, assieme al Popocatépetl e l'Iztaccíhuatl, ad avere la vetta coperta da ghiacciaio perenne.

Volcán de Colima

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Il Volcán de Colima (3.860 m s.l.m.) è il più attivo vulcano del Messico. Si trova quasi al limite occidentale della Fascia Vulcanica Trasversale, di cui fa parte. È uno stratovulcano ed ha eruttato più di 40 volte dal 1576 ad oggi.

Sierra Negra

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Il Sierra Negra (4.580 m s.l.m.) è un vulcano estinto. Quinto in ordine di altezza tra le vette più alte del Messico, si trova accanto alla vetta più alta, il Pico de Orizaba. Sulla vetta del Sierra Negra si trova uno dei maggiori radiotelescopi del mondo: il Gran Telescopio Millimetrico (GTM). Sempre sulla sua cime si trova anche l'osservatorio solare messicano (OSOMEGA) dell'UNAM.


El Día de Reyes Magos: Le Celebrazioni per l'Epifania

Più che l'Epifania, in Messico il 6 gennaio si festeggia El Día de Reyes Magos, la giornata dedicata ai Re Magi: scopriamo le celebrazioni tradizionali di questa festività messicana molto sentita!

Il 6 dicembre è la giornata più attesa dai bambini messicani: i piccoli infatti sono soliti, più che a Natale, ricevere e scartare i loro doni in questa data. Secondo la tradizione infatti, è in tale momento che i Re Magi, Melchiorre, Baldassarre e Gaspare, arrivano a Betlemme per consegnare i loro doni (oro, incenso e mirra) a Gesù.

Per ricordare questa data, i bambini messicani scrivono la lettera ai tre re piuttosto che a Babbo Natale e, prima di andare a letto, mettono fuori dalla porta le loro scarpe riempiendole con del fieno, così da dare da mangiare ai cammelli. Altri bimbi invece mettono delle scatole piene di fieno sotto i letti. Al mattino, il fieno è sparito e le scarpe e le scatole dei bambini sono piene di giocattoli e regali.

Le città messicane il 6 gennaio si uniscono in un'unica, grande festa: carri allegorici sfilano per le strade assieme ai Magi, ed è poi tradizione mangiare la famosa “Rosca de Reyes”, ossia un pane dolce a forma di anello ricoperto di zucchero e pezzi di frutta. All'interno di tale dolce andrebbe nascosto un un piccolo pupazzo di porcellana raffigurante il bambino Gesù: chi trova questa effige mangiando la torta avrà fortuna per tutto l’anno. Inoltre, se la rosca non viene finita dai commensali, si rischia di accendere la rabbia della Bruja Malèfica, la strega cattiva che lancia maledizioni a chi non ha mangiato il dolce!


La Comida Messicana: Pasti e Termini da Conoscere

Il Messico è una sorpresa culinaria continua: ad ogni angolo, strada e ora ci viene offerta la possibilità di gustare cibi diversi e ricchi di gusto. In attesa di degustare dal vivo le specialità locali, scopriamo insieme qualche termine e tradizione legata alla comida!

 

La Comida Callejera

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La cultura dello street food è molto sentita in Messico: ogni via è costellata di bancarelle che preparano sul momento le più svariate specialità per pochi pesos messicani. Tale cultura prende il nome di “comida callejera” e si differenzia di città in città, di regione in regione.

 

Comida Corrida

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Se siete alla ricerca di un locale caratteristico dove assaporare i piatti della tradizione messicana, allora dovete seguire il cartello Comida Corrida. Si tratta spesso di piccoli ristoranti con pochi tavoli e un menù a prezzo fisso che comprende una zuppa a scelta, un piatto principale di carne e contorno di riso e verdure, oltre che acqua e tortillas comprese nel prezzo.

 

I Pasti

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Desayuno: la colazione messicana è generalmente composta da caffè, succo d’arancia e huevos rancheros, uova strapazzate o fritte servite con tortillas di mais, salsa di pomodoro e frijoles, la crema di fagioli. Altro piatto tipico è il chilaquile, composto da tortillas e servito con carne, condimenti e formaggio.

 

Antojitos: il termine indica uno snack. La parola "antojo" in spagnolo è tradotta come “un desiderio improvviso”, e non è difficile trovare piccoli ristorantini in Messico con questo termine sull’insegna.

 

La comida (il pranzo) e la cena (si pronuncia sena) si compongono essenzialmente dei tre elementi fondamentali della cucina messicana: la tortilla di farina di mais o di grano, i peperoncini, che variano di gradazione da quello più dolce a quello più piccante e infine i fagioli. Partendo da queste tre basi ci si può sbizzarrire, dai piatti più classici a quelli più elaborati, in grado di soddisfare tutti, ma proprio tutti, i palati del mondo!


Día de los Santos Inocentes: Origine e Celebrazioni

Il 28 Dicembre cade il Giorno dei Santi Innocenti, una celebrazione della tradizione pagano-cristiana che, nei paesi di lingua spagnolo, ha assunto dei connotati simili al nostro Pesce d'Aprile. Scopriamo insieme le origini e le tradizioni del Día de los Santos Inocentes!

Tradizione Pagana e Cristiana

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Il “Día de los Santos Inocentes”, giorno dei Santi Innocenti, è la commemorazione di un episodio cristiano: si ricorda infatti l’uccisione dei bambini sotto i due anni, nati a Betlemme, ordinata dal Re Erode, con il fine di uccidere anche il neonato Gesù di Nazaret. La tradizione cattolica, seguendo il Vangelo di Matteo, narra che il Re Erode, di fronte al timore di perdere il proprio trono, cercò con tutti i metodi possibili di localizzare il bimbo Gesù per ucciderlo, e per questo motivo chiese ai Re Magi di informarlo sul luogo di incontro del neonato. I tre Magi, grazie ad un messaggio inviato da Dio, furono avvisati dell’intenzione di Re Erode e non comunicarono quanto richiesto da quest’ultimo. Nel momento in cui si compì la strage di bambini, il piccolo Gesù era già in Egitto.

La tradizione pagana ci racconta invece che esisteva una festa chiamata la “festa dei folli“, celebrata tra il giorno di Natale e il Capodanno. Si dice che questa festa era così scandalosa che la Chiesa, in epoca medioevale e con l’intento di calmare la eccentricità dei partecipanti, decretò che si celebrasse nel giorno dei “Santi Innocenti”. In questo modo ebbe inizio, con carattere pagano – religioso, la festa nella quale è permesso lo scherzo di qualsiasi natura. Essa si celebra in Spagna, Argentina, Messico, Colombia, Perù, Ecuador, Chile, Panama, Bolivia, Filippine, Guatemala e Uruguay.

 

FESTEGGIAMENTI

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Durante questa giornata, le forme sociali diventano più permissive e le persone cercano qualsiasi opportunità per fare battute o prendersi in giro tra loro con fare burlesco. In Messico, i giornali in questa data pubblicando notizie false con un tono ironico o umoristico. Ogni regione del paese la celebra a modo suo: sono previste in molte parti offerte di doni e cibo al bambino Gesù e possono essere di natura varia, dall'abbigliamento, ai dolci, al pane, oltre ovviamente alla dose di scherzi, da quelli leggeri a quelli pesanti, che contagia tutto il paese!


Merry Mexican Christmas: le Tradizioni Natalizie del Messico

Il periodo natalizio in Messico è molto sentito, essendo un paese con una grande religiosità e spiritualità: approfittate della prossima pausa tra un regalo da fare e l'altro per scoprire tutte le tradizione natalizie messicane!

 

LE POSADAS

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In Messico i festeggiamenti natalizi cominciano il 16 dicembre: dal 16 fino al 24, le famiglie messicane danno luogo a piccole feste crepuscolari, le Posadas. Le Posadas sono in tutto 9, una al giorno, e la loro funzione è quella di rappresentare simbolicamente i 9 mesi di gravidanza di Maria; durante questo periodo, viene commemorato il vagare di Giuseppe e Maria a Betlemme, alla ricerca di un posto in cui riposare.

Tutti gli invitati hanno piccole candele e un foglio con dei versi da cantare durante la processione che ha luogo intorno alla casa dove la Posada è organizzata, mentre i padroni di casa, che rimangono all’interno e con la porta chiusa, cantano altri versi. Le due persone che aprono la processione portano un piccolo presepe con Maria e Giuseppe. Al termine di ogni processione, si aprono le porte della casa e ad ogni invitato viene regalato un piccolo cestino con dentro dolcetti diversi.

La notte del 24 dicembre si celebra l’ultima Posada  e, a differenza delle altre, si porta in processione anche Gesù. Una volta scoccata la mezzanotte, ci si riunisce intorno a Gesù Bambino, si intonano i Villancicos (canti di Natale) e si prega.

LA PIÑATA

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Le famiglie messicane, dopo l’ultima Posada, si dedicano alla rottura della Pentolaccia o “piñata”, una pentola di terracotta o cartone colma di arachidi, agrumi, canna da zucchero e dolci. Spesso si fa una Pentolaccia per gli adulti e una per i bambini, così da avere dolci diversificati in base alle varie età. La Pentolaccia ha un significato profondo nella tradizione messicana: essa simboleggia il peccato, la persona che la rompe rappresenta la fede, mentre il contenuto rappresenta tutte quelle benedizioni che si concedono a chi si libera dai peccati.

 

I CIBI NATALIZI

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Nel periodo natalizio non possono mancare ovviamente i cibi tipici. Il tacchino ripieno di mandorle, filetto di carne e pesce secco sono i piatti principali di questo periodo, seguiti dalle frittelle fatte in casa e dal ponche, una bevanda calda con tejocote, zucchero di canna, cannella e uva secca. Una tradizionale pietanza natalizia messicana è l'ensalada de Noche Buena, un'insalata a base di lattuga e barbabietole che può contenere anche mele, carote, arance ed ingredienti che variano a seconda delle regioni. Altra pietanza natalizia è il pozol, una zuppa contenente pezzetti di pollo o di maiale.

Solitamente i Messicani fanno più il cenone della vigilia che non il pranzo di Natale, in cui di solito si aspetta la visita di amici e parenti per fare il Rescalentado (riscaldato): si scalda il cibo rimasto del cenone del giorno prima e lo si mangia insieme.


La Vergine di Guadalupe, Storia della Patrona dell'America Latina

Il 12 Dicembre si celebra in America Latina la Vergine di Guadalupe, patrona del Messico e Imperatrice e Madre delle Americhe, apparsa ad un povero indio messicano nell'anno 1531: questo avvenimento, ha dato il via alla conversione dell'America Latina al Cristianesimo. Ecco la storia completa della Vergine di Guadalupe.

 

L'APPARIZIONE

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Sabato 9 dicembre 1531, dieci anni dopo la conquista del Messico, l'indio Cuauhtlatòhuac (ribattezzato poi Juan Diego), un coltivatore, si reca alla chiesa di Santiago. All'improvviso una voce lo chiama sul colle Tepeyac: la voce appartiene a una donna che si presenta come “la perfetta sempre vergine Maria, la Madre del verissimo e unico Dio”. La Madonna gli ordina di recarsi dal vescovo locale e di costruire una chiesa ai piedi del colle; ma il vescovo dubbioso non vuole credere alle parole del povero indio. Tre giorni dopo la prima apparizione, Juan Diego è chiamato ad assistere uno zio, gravemente ammalato. Alla ricerca di un sacerdote che accompagni lo zio nel trapasso, aggira la collina su cui era apparsa la Vergine per evitare di incontrarla nuovamente. Ma la Madonna lo intercetta e lo rassicura sulla salute dello zio, chiedendogli poi di salire sulla collina per raccogliere dei fiori: Juan Diego trova la cima del colle ricoperta di bellissimi fiori di Castiglia, un evento straordinario considerata la stagione fredda. L'indio allora li raccoglie e li depone nella sua tilma (mantello) per portarli al vescovo Juan de Zumarraga, come prova delle apparizioni. Appena Juan Diego spiega il mantello avviene un miracolo: sul mantello si disegna l'immagine della Madonna. La Tilma e l'immagine si conservano intatte ancora oggi. Da questo segno prodigioso, ha inizio la sintesi tra la cultura azteca e la fede cristiana.

 

LA BASILICA

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Sul luogo dell'apparizione fu subito eretta una cappella, sostituita nel 1557 da una cappella più grande e poi da un vero e proprio santuario consacrato nel 1622. Nel 1976 infine, è stata inaugurata l'attuale Basilica di Nostra Signora di Guadalupe. Nel santuario è conservato il mantello di Juan Diego, sul quale è raffigurata l'immagine di Maria, ritratta come una giovane indiana: per la sua pelle scura ella è chiamata dai fedeli Virgen morenita ("Vergine meticcia"). Nel 1921 Luciano Pèrez, un attentatore inviato dal governo, nascose una bomba in un mazzo di fiori posti ai piedi dell'altare; l'esplosione danneggiò la basilica, ma il mantello e il vetro che lo proteggeva rimasero intatti.

L'apparizione di Guadalupe è stata riconosciuta dalla Chiesa cattolica e Juan Diego è stato proclamato santo da Papa Giovanni Paolo II il 31 luglio 2002. La Madonna di Guadalupe è venerata dai cattolici come patrona e regina di tutti i popoli di lingua spagnola e del continente americano in particolare. La sua festa si celebra il 12 dicembre, giorno dell'ultima apparizione.


Immersione nella Cultura: i 5 Musei Messicani da Conoscere e Visitare

Un viaggio non sarebbe completo senza un'immersione nella cultura locale, e i tramiti principali della cultura sono sicuramente i musei, custodi del sapere, dell'arte e della storia. Per il vostro prossimo viaggio in Messico, vi consigliamo di impiegare qualche ora del vostro tempo per visitare questi siti culturali, tra una pausa cibo e l'altra ;)

CASA AZUL - CITTÀ DEL MESSICO

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La Casa Azul, ossia la "casa blu" di Frida Kahlo, fu costruita seguendo lo stile tipico messicano nel 1904 dal padre dell'artista nel quartiere Colonia del Carmen di Coyoacán a Città del Messico, ed è il luogo di nascita e di morte di Frida. Oggi sono qui conservati tutti i suoi oggetti personali (come il cavalletto, la sedia a rotelle, i mobili e addirittura le sue ceneri, custodite in un'urna a forma di rana), per permettere al pubblico di comprendere al meglio la visione, la quotidianità e la complessità di questa donna leggendaria.

 

MUSEO DE LAS CULTURAS DE OAXACA - OAXACA

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Annesso al convento della chiesa di Santo Domingo, si trova questo museo che ripercorre la storia della regione di Oaxaca dal periodo precolombiano al dominio spagnolo attraverso importanti reperti, provenienti soprattutto del sito di Monte Alban; degne di nota sono anche le decorazioni all'interno delle sale. Inoltre, il complesso ospita un giardino botanico e il convento domenicano.

 

PALACIO DE BELLAS ARTES - CITTÀ DEL MESSICO

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Il Palacio de Bellas Artes è la massima istituzione artistica di Città del Messico e un fine edificio architettonico. Costruito nel 1934 in stile Art Nouveau, presenta tre piani ricchi di opere d'arte messicana. La sera invece, il teatro del palazzo ospita concerti e spettacoli di danza tradizionale. Una piccola curiosità: il sipario del teatro è stato fabbricato da Tiffany a New York, e si compone di quasi un milione di pezzi di vetro colorato!

PALACIO CANTÓN - MÉRIDA

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Il Museo di antropologia e storia dello Yucatán è il più importante museo della città di Mérida. Il museo si trova all'interno del Palacio Cantón, tra i migliori esempi di architettura neoclassico-manierista della città, e raccoglie i tesori archeologici e il patrimonio della cultura pre-ispanica. La collezione archeologica è suddivisa in sette sale che danno una visione generale della vita delle popolazioni Maya, e comprende più di 500 pezzi originali provenienti da tutta la penisola dello Yucatán.

 

MUSEO INTERACTIVO DE ECONOMIA - CITTÀ DEL MESSICO

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Questo curioso museo, che si trova all'interno di un ex ospedale betlemmita, è quasi del tutto interattivo e si, è il primo museo al mondo dedicato interamente ai principali concetti economici e alla numismatica: da concetto di offerta e domanda fino ai cicli macroeconomici per i mercati finanziari, con un focus sullo sviluppo sostenibile, questa struttura è pensata per i bambini, ma in realtà piace molto anche agli adulti!


8 Espressioni da Sapere per il Prossimo Viaggio in Messico

Da sempre prima di partire per un viaggio ci chiediamo se ci siano delle parole o delle espressioni per la "sopravvivenza" che dovremmo sapere, e ogni volta ci ripromettiamo che le impareremo...cosa che puntualmente non succede. Noi comunque ci proviamo a darvi qualche dritta lessicale...poi comunque la lingua si impara por la calle!

¡Ahorita!

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Letteralmente vuol dire "adesso, subito" in realtà maschera un lasso di tempo che va da qualche secondo a "sto uscendo" quando ancora devi farti la doccia.

¡Aguas!

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No, non è un vorrei dell'acqua, ma significa "attenzione" e se sentite qualcuno gridare ¡Aguas! (letteralmente acque) mentre state per attraversare la strada, o sta sopraggiungendo una macchina e non ve ne siete accorti o state per finire in un buco nell'asfalto.

¡Ándale, ándale!

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Espressione classica sentita molte volte, ma non lasciamoci trasportare dal mood cinematografico, se ve lo dicono, dovete darvi una mossa.

Chido

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Se vi piace qualcosa che sia una prelibatezza culinaria o una delle tante meraviglie messicane ¡está chido! (che buono/bello) è l'espressione che fa per voi.

Mal del Puerco

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Se al ristorante ti dicono che ti verrà il mal del puerco probabilmente hai ordinato troppi piatti (ma come non farlo in Messico?) e sarai così pieno che ti verrà mal di pancia :)

¿Mande?

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State cercando di farvi capire? Se vi rispondono ¿Mande? (letteralmente "comandi?") vuol dire che non vi stanno capendo.

Malacopa

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Se vi dicono che quella persona è un malacopa, stategli alla larga, è una persona aggressiva che si altera facilmente.

Nieve

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No, non è la neve come da italiani potremmo pensare di riuscire ad intuire anche se letteralmente è questo il significato, in Messico nieve è un tipo di gelato :)


Muralismo Messicano: Viaggio nell'Arte Tradizionale Contemporanea

Un bel viaggio in Messico per mezzo dell'arte contemporanea? Yes please, grazie al muralismo messicano, i suoi esponenti e le opere principali tutte da scoprire!

opera del muralismo messicano di Orozco

Il muralismo ha avuto inizio come programma di arte pubblica finanziata dal governo durante la rivoluzione messicana (1910-1920). Consisteva in pitture murali di grandi dimensioni su edifici pubblici: le raffigurazioni di affreschi facevano parte della tradizione preispanica, ma vennero riportate in auge come forma espressiva e complessiva, in quanto gli artisti la trovarono adatta a essere compresa dal popolo e a veicolare un messaggio sociale e politico anche in tempi moderni. Dopo la rivoluzione infatti, il governo si è trovato di fronte il difficile compito di trasformare un Messico diviso in fazioni, in una nazione coerente, e per fare ciò era necessario per creare una storia ufficiale del Messico, in cui i cittadini si sarebbero potuti ritrovare in modo facile e immediato.

I temi principali del muralismo di conseguenza  riguardavano le civiltà precolombiane, la conquista coloniale spagnola e il culmine dell'era moderna, raggiunta con la Rivoluzione messicana del 1910. Le tecniche usate erano inizialmente quelle antiche, tipiche dell'affresco. Successivamente, iniziarono ad utilizzare anche prodotti industriali e vernici a rapida essiccazione.

diego rivera muralista messicano opera del 1934

Su una serie di artisti, tre emersero come i più celebrati e prolifici, tanto da essere conosciuti come Los Tres grandes (“I tre grandi“), José Clemente Orozco (1883-1949) , Diego Rivera (1886-1957), e David Alfaro Siqueiros (1896-1974).

Ovviamente non tutti i muralisti affrontano gli argomenti sopracitati nello stesso modo. Anzi, le posizioni, le opinioni, le idee politiche ed artistiche, sono molto diverse una dall'altra e spesso, tra questi artisti, si innescano discussioni accesissime. Prendiamo per esempio la conquista spagnola. Per il muralista Orozco si tratta di un momento eroico, mentre per Rivera e Siqueiros rappresenta l'inizio della fine, un evento di cui si pagavano ancora le conseguenze in termini di povertà e differenze sociali. Spesso tuttavia, le posizioni individuali degli artisti nei confronti della storia è confusa.

A livello tecnico, risulta un movimento estremamente articolato: Orozco e Rivera, per esempio, si ricollegano ai metodi tradizionali dell'affresco e dell'encausto. Siqueiros, invece, ricercava soluzioni innovative e industriali.

Nel muralismo sfocia un linguaggio sostanzialmente omogeneo, di marcato tratto espressionista, di forte cromatismo, di solenne grandiosità compositiva. Il muralismo, vero e proprio mezzo di denuncia sociale, si diffonde anche in Uruguay, Argentina e soprattutto nel Cile di Salvador Allende, dove la pittura murale svolge addirittura un'opera di "alfabetizzazione" per immagini. Verso gli anni '30 Rivera, Siqueiros e Orozco si trasferiscono dal Messico negli Stati Uniti, dove esportarono la loro esperienza artistica, ricevendo anche commissioni pubbliche per la realizzazione di murales.

Da questa commistione culturale prende l'avvio un fenomeno artistico di portata mondiale, il graffitismo metropolitano, che pur avendo, rispetto al muralismo messicano, sostanziali differenze di fondo, formalmente tuttavia ha con esso strette analogie. Come il murale, il graffito è espressione di protesta, soprattutto giovanile e generazionale, in quanto vuole appropriarsi dello spazio pubblico per trasmettere un messaggio forte ed esteso.


Teschi Messicani: Un Simbolo, Una Tradizione, Un Sinonimo di 'Vita'

Abbiamo accennato proprio settimana scorsa, in occasione del Dia de los Muertos, ai teschi messicani: oggi invece approfondiamo l'argomento indagano i significati di questo potente simbolo tradizionale!

SIGNIFICATO

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teschi messicani, sono un punto molto importante del simbolismo messicano e, seppure legati al mondo dei morti, non hanno una connotazione triste ma al contrario, servono a esorcizzare l'idea della fine e a celebrare la vita. Tra i significati più ricorrenti ritroviamo quelli di Trapasso, evidenziando il legame tra mondo dei vivi e dei morti, Potere, Protezione, Intimidazione per i nemici e Ingegno Umano, metafora dell’intelletto e della razionalità.

IL CONTRASTO TRA MORTE E VITA

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Nella tradizione messicana, quando un teschio viene affiancato a una rosa, si genera il significato di equilibrio e di bellezza. La rosa infatti, simboleggia l'intensità della vita e il contrasto con il teschio immobile esalta ulteriormente il suo significato. Ecco dunque che la vita si avvale di un valore ulteriore quando la mettiamo di fronte alla morte: il tempo vitale diventa un bene raro, contato, prezioso, e l’unione di queste due forme crea un insieme equilibrato, classico, elegante, senza tempo.

In moltissime culture, però, il fiore è anche simbolo di rinascita e di vita dopo la morte. Mettere una rosa sopra a un teschio bianco, quindi, è anche un messaggio di eternità: in qualche modo, continueremo ad esserci, sotto nuove forme.