San Valentino: L'Amore ai Tempi di Frida Kahlo e Diego Rivera

Una delle storie d'amore più travagliate, intense e memorabili dello scorso secolo che vivrà per sempre: nella festa degli innamorati, ripercorriamo insieme l'amore messicano più famoso, quello tra Frida Kahlo e Diego Rivera!

 

Frida e Diego si incontrarono per la prima volta nel 1922, quando Rivera stava dipingendo il murale de "La Creazione" nell'auditorium della Escuela Nacional Preparatoria. Diego all’epoca aveva 36 anni, era stato già sposato due volte e vantava una lunga esperienza come artista internazionale: si dice che, quando Frida seppe della presenza di Diego nella scuola, si precipita nella sua direzione, nonostante fosse legata sentimentalmente ad Aljandro Gomez Arias.

Nel 1925, Frida rimane coinvolta in un gravissimo incidente al quale sopravvive per miracolo: tuttavia, viene lasciata poco dopo dal suo ragazzo, e da quel momento, il dolore e la morte diventano i temi dominanti della vita e dell’arte di Frida.

 Frida Kahlo, Frida e Diego Rivera, 1931

Incontra di nuovo Diego nel 1928 ed è subito un colpo di fulmine. La proposta di matrimonio non tarda ad arrivare e, nonostante manchi il consenso dei genitori di Frida, i due si sposano comunque. Con il matrimonio, arrivano anche i periodi bui: Frida infatti smette di dipingere per un po’ e si dedica alla vita da moglie, resta incinta ma perde il bambino; poco dopo inoltre, i due partono per la California per impegni di lavoro di Diego. Qui Frida però non trova pace, e questo malessere inizia a farsi sentire nel rapporto tra i due coniugi, complici anche i continui tradimenti di lui.

Una volta finito il lavoro in America, decidono di tornare in Messico anche per permettere a Frida di concentrarsi sui suoi problemi di salute, e costruiscono la loro casa a San Angèl.

Nei suoi diari Frida Kahlo scrive:

"Diego, amico
Diego, costruttore,
Diego, mio ragazzo
Diego, mio fidanzato
Diego, pittore
Diego, mio amante
Diego, mio marito
Diego, mio amico
Diego, mia madre
Diego, mio padre
Diego, mio figlio
Diego, io
Diego, universo
Diversità nell'unità
Ma perché lo chiamo il Mio Diego?
Non sarà mai mio. Non appartiene che a sé stesso".

Partono nuovamente, vanno a New York ma Frida non ama la città. Resta di nuovo incinta e perde ancora una volta il bambino; dopo vari mesi anche Diego non riesce più a stare in città per questioni politiche. Si arriva quindi al 1934 e in questo periodo succede un fatto tremendo: Diego inizia una relazione con Cristina Kahlo, la sorella di Frida. I due artisti dunque, prima si separano e poi divorziano.

Dopo questa lontananza tuttavia, il malessere si fa sentire ancor di più: Frida a causa delle varie malattie comincia a bere troppo e Diego soffre per lei, così dopo poco tempo i due si sposano di nuovo. La pace non arriva mai perché Frida si ammala sempre più. Nonostante la sua salute cagionevole, partecipa con Diego alla manifestazione che riunisce gli oppositori di Castillo Armas. In mezzo alla folla di manifestanti, Diego spinge la carrozzina sulla quale è seduta la moglie, che tende il pugno insieme ad un cartello sulla quale ha disegnato una colomba. È l'ultima apparizione pubblica di Frida, che muore il 13 luglio 1954 per embolia polmonare.

Diego, dopo la morte di Frida, si sposa per la quarta volta, con Emma Hurtado nel 1955, e dedicò gli ultimi anni della sua vita a far conoscere il lavoro di sua moglie. Muore infine il 24 novembre 1957 a Città del Messico.

Un'esistenza glorificata dalla passione, che lascia dietro di sé dei quadri straordinari e una storia d'amore che, nonostante tutto, resta una delle più appassionanti di sempre.


Charreria: Chi Sono I Cowboy del Messico

Amanti del Far West e dei Cowboy?
Facciamo un tuffo nella storia della charreria, una tradizione messicana ricca di adrenalina e di spettacolo!

 Le origini della charreria e dei charros, i cosiddetti cowboy messicani (nota bene: sono nati prima i charros e dopo i cowboy americani), risalgono ai tempi di spagnoli e indios: i primi non volevano che i nativi messicani apprendessero come cavalcare, perché volevano evitare che si impadronissero di un animale così utile ed essenziale. Solo nel 1619  il Vicerè concesse al gesuita Gabriel de Tapia di insegnare a cavalcare a 20 indios, che dovevano prendersi cura di 100mila capi di bestiame.

La charreria vera e propria ha origine probabilmente nel 1800, quando i lavoratori delle haciendas, grandissimi latifondi a uso agricolo o pastorale, cominciano a specializzarsi nella costruzione di un rapporto col cavallo che andasse oltre le questioni puramente lavorative. Nel 1880 infine, Ponchano Diaz diede origine alla charreria professionale, comprendente dei grandi numeri di spettacolo. La più antica pratica potrebbe essere stata quella della cattura del toro, che si eseguiva con 3 persone: una lanciava il lazo per bloccare la testa, una per le gambe dietro, e una terza pronta a intervenire in caso di perdita di controllo. A disputarsi l’origine sono due Stati messicani: Hidalgo (presunto luogo di nascita della professione) e Jalisco.

La charreria è una questione familiare: i charros infatti sono persone che vivono dell’allevamento, e quindi usano questa tecnica ogni volta che devono marchiare, curare un cavallo o un toro. Solitamente, charro si nasce, anche se esistono dei corsi di charreria per bambini. Anche le donne possono diventare charros: la differenza è che cavalcano con le gambe di lato e non eseguono l’operazione di cattura dell’animale, dilettandosi invece con la pratica del lancio del lazo.

I charros fanno competizioni molto seguite a livello locale (la charreria è considerata uno sport nazionale in Messico), ed esistono diversi circuiti di gare con tanto di scommesse. Uno dei più noti è il “Circuito Excelencia”, una gara annuale che richiede come prezzo di iscrizione 100mila pesos per squadra all'anno. I premi corrispondono alla stessa quantità di denaro: non sorprende dunque che di questo lavoro si possa addirittura vivere.

Ciò che differenzia charros e cowboy sono i vestiti e la tecnica. I charros, prima di catturare l’animale, compiono una serie di movimenti di grande perizia, precisione e estetica, che anticipano il senso “pratico” dell’esercizio, cioè la cattura. Per quanto riguarda l'abbigliamento invece, si compone di una divisa folkorica vistosa, che si presenta in diverse colorazioni.

La charreria è diventata Patrimonio Culturale Intangibile dell’Unesco dal 1 dicembre 2016: un grande riconoscimento per una manifestazione così sentita a livello nazionale e così ricca di dettagli interessanti!

 


Musica e Messico: Storia e Generi Tradizionali

La musica del Messico è molto variegata: si caratterizza per un'ampia varietà di generi musicali e stili d'esecuzione, ed stata influenzata da diverse culture, per lo più popolazioni indigene ed europee... Ecco cos'altro sapere sulla musica messicana!

ORIGINI E SVILUPPI MUSICALI

__________

La musica messicano si sviluppò di pari passo con il culto delle divinità; sin dall’inizio della storia dei Maya, si trovano tracce dell’uso della musica, che divenne parte integrante del concetto divino, fondamentale nella loro cultura. La musica era di grande importanza anche presso altri popoli del Messico preispanico e il suo uso era prevalentemente cultuale, affidato a professionisti di provate capacità, che durante le cerimonie religiose eseguivano musiche d’insieme costituite da canto e accompagnamento strumentale.

Facendo un salto temporale, tra l'inizio del XVII secolo e la dichiarazione di Indipendenza (1821), la vita musicale in Messico fu assolutamente modesta; le prime scuole infatti nacquero intorno al 1825, quando si iniziarono a stampare composizioni locali e di musicisti occidentali. I primi compositori messicani ad affermarsi furono Joaquín Beristáin (1817-1839), Cenobio Paníaguya (1821-1882) e Morales (1838-1908).

Dal 1930 al 1950 la vita musicale messicana fu caratterizzata da uno sviluppo molto dinamico; un momento cruciale di tale sviluppo fu la creazione, nel 1929, della Orquesta Sinfónica de México, con Carlos Chávez direttore. Altri artisti furono influenzati dall'arte di Chávez e di Revueltas, come José Pablo Moncayo, autore del celebre "Huapango" e Blas Galindo, autore di "Sones de Mariachi", che diedero avvio a una originale corrente nazionalista nella musica classica messicana. 

Nell’ambito della musica popolare il repertorio è molto ampio, spaziando dalle danze tradizionali di origine india alla musica ranchera [il country messicano]. Altro genere musicale è il corrido, derivato dalla romanza spagnola. Con esso si raccontano in musica fatti di cronaca, storie e leggende. Alcuni antichi strumenti tradizionali vengono utilizzati in contesti festivi, durante le quali si eseguono danze indie. Il son, la canción ranchera, i ritmi importati dai Caraibi, il bolero, la cueca sono tra gli stili tradizionali più frequenti nella canzone messicana, il genere musicale più diffuso.

 

I MARIACHI

___________

Il nome mariachi pare sia stato coniato dagli indios Coca nel XVI secolo. Significava semplicemente “musica” e venne utilizzato per riferirsi a chiunque si dedicasse ad attività musicali. Attualmente il termine definisce gruppi di musicisti che si distinguono per l’uso di determinati strumenti, per l’abbigliamento e per il repertorio musicale.

Gli strumenti musicali utilizzati dai mariachi sono violini, trombe, chitarre, una vihuela (una chitarra piccola, anch’essa con fondo convesso e cinque corde), una jarana o guitarra de golpe (che produce un suono e ha un'estensione che è una via di mezzo tra quello della chitarra tradizionale e quello della vihuela), un guitarrón (una chitarra-basso a sei corde, grande, dal "collo" corto e con la parte sottostante convessa e "panciuta) e un’arpa diatonica. Il guitarrón e la vihuela non si incontrano in alcun altro tipo di complessi musicali. La chitarra vera e propria invece, entrò a far parte dei complessi mariachi all’inizio del Novecento, e divenne uno strumento standard nel 1940.

Anche il modo di vestire di un gruppo mariachi definisce questo tipo di complesso musicale. I musicisti mariachi hanno adottato per le loro esibizioni l’abito “charro”, che consiste di stivaletti alla caviglia, di un sombrero, di una cravatta larga a fiocco, di una giacchetta corta, di pantaloni con tasca posteriore, di un cinturone e di bottoni luccicanti sulla giacca e sui lati esterni dei pantaloni. In Messico vengono accettati nei gruppi mariachi soltanto uomini. I musicisti mariachi leggono la musica, sono cantanti esperti e, spesso, improvvisano!


Peperoncino Messicano: Varietà e Proprietà

"Peperoncino" è un termine che designa il frutto di cinque specie di piante del genere Capiscum appartenenti alla famiglia delle Solonaceae. Il peperoncino messicano è utilizzato sia come pianta decorativa, sia per le proprietà medicinali e culinarie. Scopriamo insieme le varietà più apprezzate!

Cristoforo Colombo scoprì il peperoncino messicano durante il suo viaggio in America e lo portò in Spagna, da dove poi si diffuse in tutta Europa, ma veniva utilizzato già nella cucina dei Maya per insaporire i piatti.

JALAPENO

_________

Varie specie di Jalapeno
Il peperoncino Jalapeno è probabilmente il peperoncino del Centro America più diffuso e conosciuto al mondo. Sotto la famiglia dello Jalapeno sono individuate parecchie sottospecie che differiscono tra loro per colore, grado di piccantezza, grandezza e forma. Sono centinaia le ricette che hanno alla base la piccantezza moderata dello Jalapeno.

SERRANO

__________

Varietà di Serrano messicano

Tra i peperoncini, il Serrano si presenta con frutti moderatamente piccanti e questo fa si che venga utilizzato per la preparazione di condimenti non eccessivamente forti, come salse o marinature. Coltivato alla base delle catene montuose messicane, il Serrano si presta anche ad essere utilizzato essiccato e in quel caso prende il nome di Chille Seco. Il sapore ha un gradevolissimo retrogusto agrumato molto intenso e in cucina viene utilizzato per una delle ricette messicane più famose, il pico de gallo.

HABANERO

_________

Varie colorazioni dell' Habanero

L'habanero è un peperoncino che venne scoperto nella zona amazzonica del Brasile, ma grazie agli esploratori Maya, venne importato nell'entroterra dello Yucatan favorendone la coltivazione massiccia già in età precolombiana. Tale peperoncino per arrivare a maturazione, necessità di parecchio sole. Grazie al suo grado elevato di piccantezza, in cucina viene utilizzato per creare piatti tipici della cultura gastronomica messicana, dai tacos alle fajitas di pollo. Diverse sono le colorazioni e specie che lo contraddistinguono: Habenero Chocolate, Red, Yellow, White e Orange sono quelli più diffusi.

PASILLA

__________

Il Pasilla leggermente piccante

Il Pasilla è un peperoncino del Messico che spesso viene amato in cucina da chi mal sopporta la caratteristica piccantezza elevata delle altre specie messicane. Il suo frutto si presenta molto allungato fino a raggiungere anche i 23 centimetri. Viene spessissimo utilizzato essiccato o affumicato in cucina e per la creazione di salse come la famosa negro mole che ben si adatta ad essere servita insieme a piatti con carni delicate.


I Vulcani del Messico: le Vette da Conoscere e Scalare!

Il Messico è una bellezza naturale da sogno e selvaggia, ricca di storia e di paesaggi di grande impatto: lo sapevate che il paese ospita ben trenta vulcani?! Scopriamo insieme i nomi dei vulcani più famosi e caratteristici, da inserire nella lista delle cose da vedere assolutamente se siete appassionati di escursioni e di montagna!

Popocatépetl

___________

Il Popocatépetl è un vulcano in attività, situato nella regione di Puebla, a 70 km a sudest di Città del Messico. Il suo nome, che in lingua nahuatl significa ‘montagna (tepētl) che emette fumo di continuo (popōca)’, è dovuto alla sua moderata, ma costante, attività. È il secondo vulcano più alto del Messico, con un'altezza di 5 465 m s.l.m ed è uno dei vulcani più attivi dello stato.

 

Iztaccíhuatl

__________

L'Iztaccíhuatl è la terza montagna più alta del Messico, e anche la quinta più alta del Nord America. La montagna ha nove cime principali, la più alta delle quali è a 5 286 m s.l.m.. Le cime vengono raffigurate come la testa, il petto, le ginocchia ed i piedi di una donna addormentata.

Nella mitologia azteca, Popocatépetl era un guerriero che amava Iztaccíhuatl. Il padre di lei lo mandò in guerra, promettendogli sua figlia in sposa al suo ritorno, cosa che pensava non sarebbe avvenuta. A Iztaccíhuatl venne detto che l'amato era stato ucciso e lei morì dal dolore. Quando Popocatépetl ritornò e seppe di averla perduta, morì di dolore anche lui. Gli dèi li coprirono di una pioggia di stelle e li trasformarono in vulcani.

Pico de Orizaba

_________

Il Pico de Orizaba (5 610 m s.l.m.) è la più alta montagna del Messico e la terza più alta del Nord America. Si trova al confine tra gli stati federali ed è uno dei tre vulcani messicani, assieme al Popocatépetl e l'Iztaccíhuatl, ad avere la vetta coperta da ghiacciaio perenne.

Volcán de Colima

_________

Il Volcán de Colima (3.860 m s.l.m.) è il più attivo vulcano del Messico. Si trova quasi al limite occidentale della Fascia Vulcanica Trasversale, di cui fa parte. È uno stratovulcano ed ha eruttato più di 40 volte dal 1576 ad oggi.

Sierra Negra

__________

Il Sierra Negra (4.580 m s.l.m.) è un vulcano estinto. Quinto in ordine di altezza tra le vette più alte del Messico, si trova accanto alla vetta più alta, il Pico de Orizaba. Sulla vetta del Sierra Negra si trova uno dei maggiori radiotelescopi del mondo: il Gran Telescopio Millimetrico (GTM). Sempre sulla sua cime si trova anche l'osservatorio solare messicano (OSOMEGA) dell'UNAM.


El Día de Reyes Magos: Le Celebrazioni per l'Epifania

Più che l'Epifania, in Messico il 6 gennaio si festeggia El Día de Reyes Magos, la giornata dedicata ai Re Magi: scopriamo le celebrazioni tradizionali di questa festività messicana molto sentita!

Il 6 dicembre è la giornata più attesa dai bambini messicani: i piccoli infatti sono soliti, più che a Natale, ricevere e scartare i loro doni in questa data. Secondo la tradizione infatti, è in tale momento che i Re Magi, Melchiorre, Baldassarre e Gaspare, arrivano a Betlemme per consegnare i loro doni (oro, incenso e mirra) a Gesù.

Per ricordare questa data, i bambini messicani scrivono la lettera ai tre re piuttosto che a Babbo Natale e, prima di andare a letto, mettono fuori dalla porta le loro scarpe riempiendole con del fieno, così da dare da mangiare ai cammelli. Altri bimbi invece mettono delle scatole piene di fieno sotto i letti. Al mattino, il fieno è sparito e le scarpe e le scatole dei bambini sono piene di giocattoli e regali.

Le città messicane il 6 gennaio si uniscono in un'unica, grande festa: carri allegorici sfilano per le strade assieme ai Magi, ed è poi tradizione mangiare la famosa “Rosca de Reyes”, ossia un pane dolce a forma di anello ricoperto di zucchero e pezzi di frutta. All'interno di tale dolce andrebbe nascosto un un piccolo pupazzo di porcellana raffigurante il bambino Gesù: chi trova questa effige mangiando la torta avrà fortuna per tutto l’anno. Inoltre, se la rosca non viene finita dai commensali, si rischia di accendere la rabbia della Bruja Malèfica, la strega cattiva che lancia maledizioni a chi non ha mangiato il dolce!


La Comida Messicana: Pasti e Termini da Conoscere

Il Messico è una sorpresa culinaria continua: ad ogni angolo, strada e ora ci viene offerta la possibilità di gustare cibi diversi e ricchi di gusto. In attesa di degustare dal vivo le specialità locali, scopriamo insieme qualche termine e tradizione legata alla comida!

 

La Comida Callejera

__________

La cultura dello street food è molto sentita in Messico: ogni via è costellata di bancarelle che preparano sul momento le più svariate specialità per pochi pesos messicani. Tale cultura prende il nome di “comida callejera” e si differenzia di città in città, di regione in regione.

 

Comida Corrida

__________

Se siete alla ricerca di un locale caratteristico dove assaporare i piatti della tradizione messicana, allora dovete seguire il cartello Comida Corrida. Si tratta spesso di piccoli ristoranti con pochi tavoli e un menù a prezzo fisso che comprende una zuppa a scelta, un piatto principale di carne e contorno di riso e verdure, oltre che acqua e tortillas comprese nel prezzo.

 

I Pasti

__________

Desayuno: la colazione messicana è generalmente composta da caffè, succo d’arancia e huevos rancheros, uova strapazzate o fritte servite con tortillas di mais, salsa di pomodoro e frijoles, la crema di fagioli. Altro piatto tipico è il chilaquile, composto da tortillas e servito con carne, condimenti e formaggio.

 

Antojitos: il termine indica uno snack. La parola "antojo" in spagnolo è tradotta come “un desiderio improvviso”, e non è difficile trovare piccoli ristorantini in Messico con questo termine sull’insegna.

 

La comida (il pranzo) e la cena (si pronuncia sena) si compongono essenzialmente dei tre elementi fondamentali della cucina messicana: la tortilla di farina di mais o di grano, i peperoncini, che variano di gradazione da quello più dolce a quello più piccante e infine i fagioli. Partendo da queste tre basi ci si può sbizzarrire, dai piatti più classici a quelli più elaborati, in grado di soddisfare tutti, ma proprio tutti, i palati del mondo!


Día de los Santos Inocentes: Origine e Celebrazioni

Il 28 Dicembre cade il Giorno dei Santi Innocenti, una celebrazione della tradizione pagano-cristiana che, nei paesi di lingua spagnolo, ha assunto dei connotati simili al nostro Pesce d'Aprile. Scopriamo insieme le origini e le tradizioni del Día de los Santos Inocentes!

Tradizione Pagana e Cristiana

___________

Il “Día de los Santos Inocentes”, giorno dei Santi Innocenti, è la commemorazione di un episodio cristiano: si ricorda infatti l’uccisione dei bambini sotto i due anni, nati a Betlemme, ordinata dal Re Erode, con il fine di uccidere anche il neonato Gesù di Nazaret. La tradizione cattolica, seguendo il Vangelo di Matteo, narra che il Re Erode, di fronte al timore di perdere il proprio trono, cercò con tutti i metodi possibili di localizzare il bimbo Gesù per ucciderlo, e per questo motivo chiese ai Re Magi di informarlo sul luogo di incontro del neonato. I tre Magi, grazie ad un messaggio inviato da Dio, furono avvisati dell’intenzione di Re Erode e non comunicarono quanto richiesto da quest’ultimo. Nel momento in cui si compì la strage di bambini, il piccolo Gesù era già in Egitto.

La tradizione pagana ci racconta invece che esisteva una festa chiamata la “festa dei folli“, celebrata tra il giorno di Natale e il Capodanno. Si dice che questa festa era così scandalosa che la Chiesa, in epoca medioevale e con l’intento di calmare la eccentricità dei partecipanti, decretò che si celebrasse nel giorno dei “Santi Innocenti”. In questo modo ebbe inizio, con carattere pagano – religioso, la festa nella quale è permesso lo scherzo di qualsiasi natura. Essa si celebra in Spagna, Argentina, Messico, Colombia, Perù, Ecuador, Chile, Panama, Bolivia, Filippine, Guatemala e Uruguay.

 

FESTEGGIAMENTI

___________

Durante questa giornata, le forme sociali diventano più permissive e le persone cercano qualsiasi opportunità per fare battute o prendersi in giro tra loro con fare burlesco. In Messico, i giornali in questa data pubblicando notizie false con un tono ironico o umoristico. Ogni regione del paese la celebra a modo suo: sono previste in molte parti offerte di doni e cibo al bambino Gesù e possono essere di natura varia, dall'abbigliamento, ai dolci, al pane, oltre ovviamente alla dose di scherzi, da quelli leggeri a quelli pesanti, che contagia tutto il paese!


Merry Mexican Christmas: le Tradizioni Natalizie del Messico

Il periodo natalizio in Messico è molto sentito, essendo un paese con una grande religiosità e spiritualità: approfittate della prossima pausa tra un regalo da fare e l'altro per scoprire tutte le tradizione natalizie messicane!

 

LE POSADAS

__________

In Messico i festeggiamenti natalizi cominciano il 16 dicembre: dal 16 fino al 24, le famiglie messicane danno luogo a piccole feste crepuscolari, le Posadas. Le Posadas sono in tutto 9, una al giorno, e la loro funzione è quella di rappresentare simbolicamente i 9 mesi di gravidanza di Maria; durante questo periodo, viene commemorato il vagare di Giuseppe e Maria a Betlemme, alla ricerca di un posto in cui riposare.

Tutti gli invitati hanno piccole candele e un foglio con dei versi da cantare durante la processione che ha luogo intorno alla casa dove la Posada è organizzata, mentre i padroni di casa, che rimangono all’interno e con la porta chiusa, cantano altri versi. Le due persone che aprono la processione portano un piccolo presepe con Maria e Giuseppe. Al termine di ogni processione, si aprono le porte della casa e ad ogni invitato viene regalato un piccolo cestino con dentro dolcetti diversi.

La notte del 24 dicembre si celebra l’ultima Posada  e, a differenza delle altre, si porta in processione anche Gesù. Una volta scoccata la mezzanotte, ci si riunisce intorno a Gesù Bambino, si intonano i Villancicos (canti di Natale) e si prega.

LA PIÑATA

___________

Le famiglie messicane, dopo l’ultima Posada, si dedicano alla rottura della Pentolaccia o “piñata”, una pentola di terracotta o cartone colma di arachidi, agrumi, canna da zucchero e dolci. Spesso si fa una Pentolaccia per gli adulti e una per i bambini, così da avere dolci diversificati in base alle varie età. La Pentolaccia ha un significato profondo nella tradizione messicana: essa simboleggia il peccato, la persona che la rompe rappresenta la fede, mentre il contenuto rappresenta tutte quelle benedizioni che si concedono a chi si libera dai peccati.

 

I CIBI NATALIZI

____________

Nel periodo natalizio non possono mancare ovviamente i cibi tipici. Il tacchino ripieno di mandorle, filetto di carne e pesce secco sono i piatti principali di questo periodo, seguiti dalle frittelle fatte in casa e dal ponche, una bevanda calda con tejocote, zucchero di canna, cannella e uva secca. Una tradizionale pietanza natalizia messicana è l'ensalada de Noche Buena, un'insalata a base di lattuga e barbabietole che può contenere anche mele, carote, arance ed ingredienti che variano a seconda delle regioni. Altra pietanza natalizia è il pozol, una zuppa contenente pezzetti di pollo o di maiale.

Solitamente i Messicani fanno più il cenone della vigilia che non il pranzo di Natale, in cui di solito si aspetta la visita di amici e parenti per fare il Rescalentado (riscaldato): si scalda il cibo rimasto del cenone del giorno prima e lo si mangia insieme.


La Vergine di Guadalupe, Storia della Patrona dell'America Latina

Il 12 Dicembre si celebra in America Latina la Vergine di Guadalupe, patrona del Messico e Imperatrice e Madre delle Americhe, apparsa ad un povero indio messicano nell'anno 1531: questo avvenimento, ha dato il via alla conversione dell'America Latina al Cristianesimo. Ecco la storia completa della Vergine di Guadalupe.

 

L'APPARIZIONE

__________

Sabato 9 dicembre 1531, dieci anni dopo la conquista del Messico, l'indio Cuauhtlatòhuac (ribattezzato poi Juan Diego), un coltivatore, si reca alla chiesa di Santiago. All'improvviso una voce lo chiama sul colle Tepeyac: la voce appartiene a una donna che si presenta come “la perfetta sempre vergine Maria, la Madre del verissimo e unico Dio”. La Madonna gli ordina di recarsi dal vescovo locale e di costruire una chiesa ai piedi del colle; ma il vescovo dubbioso non vuole credere alle parole del povero indio. Tre giorni dopo la prima apparizione, Juan Diego è chiamato ad assistere uno zio, gravemente ammalato. Alla ricerca di un sacerdote che accompagni lo zio nel trapasso, aggira la collina su cui era apparsa la Vergine per evitare di incontrarla nuovamente. Ma la Madonna lo intercetta e lo rassicura sulla salute dello zio, chiedendogli poi di salire sulla collina per raccogliere dei fiori: Juan Diego trova la cima del colle ricoperta di bellissimi fiori di Castiglia, un evento straordinario considerata la stagione fredda. L'indio allora li raccoglie e li depone nella sua tilma (mantello) per portarli al vescovo Juan de Zumarraga, come prova delle apparizioni. Appena Juan Diego spiega il mantello avviene un miracolo: sul mantello si disegna l'immagine della Madonna. La Tilma e l'immagine si conservano intatte ancora oggi. Da questo segno prodigioso, ha inizio la sintesi tra la cultura azteca e la fede cristiana.

 

LA BASILICA

__________

Sul luogo dell'apparizione fu subito eretta una cappella, sostituita nel 1557 da una cappella più grande e poi da un vero e proprio santuario consacrato nel 1622. Nel 1976 infine, è stata inaugurata l'attuale Basilica di Nostra Signora di Guadalupe. Nel santuario è conservato il mantello di Juan Diego, sul quale è raffigurata l'immagine di Maria, ritratta come una giovane indiana: per la sua pelle scura ella è chiamata dai fedeli Virgen morenita ("Vergine meticcia"). Nel 1921 Luciano Pèrez, un attentatore inviato dal governo, nascose una bomba in un mazzo di fiori posti ai piedi dell'altare; l'esplosione danneggiò la basilica, ma il mantello e il vetro che lo proteggeva rimasero intatti.

L'apparizione di Guadalupe è stata riconosciuta dalla Chiesa cattolica e Juan Diego è stato proclamato santo da Papa Giovanni Paolo II il 31 luglio 2002. La Madonna di Guadalupe è venerata dai cattolici come patrona e regina di tutti i popoli di lingua spagnola e del continente americano in particolare. La sua festa si celebra il 12 dicembre, giorno dell'ultima apparizione.