Maya, Aztechi e Inca: Riassunto delle Civiltà Precolombiane

Maya, Aztechi e Inca sono civiltà precolombiane, ossia popolazioni che vivevano in America prima della scoperta del continente da parte di Cristoforo Colombo nel 1492. Vediamo insieme e in breve le caratteristiche principali di queste civiltà perdute ma tutt'oggi considerate affascinanti!

MAYA

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Maya erano una delle popolazioni più evolute del centro America, sviluppatasi nella penisola dello Yucatán, in Guatemala e in Honduras a partire dalla metà VII secolo A.C., ed erano organizzate in una miriade di città-stato indipendenti, dove avevano sede solo i templi e le abitazioni del clero; la popolazione invece, viveva nelle campagne circostanti.

Il capo della città era il sommo sacerdote, che deteneva anche i poteri politici e giudiziari. Il clero era affiancato dal ceto nobiliare che possedeva la terra lavorata dalla popolazione. L’agricoltura era praticata secondo il sistema del taglia-fuoco, e comprendeva peperoncini, fagioli, zucca e mais. I segni della scrittura erano chiamati glifi, dati dalla mescolanza tra il sistema pittografico e quello fonetico.

Il calcolo del tempo aveva tra i Maya un’importanza enorme ed erano in uso diversi calendari, basati sulle stagioni dell’agricoltura; grazie alle loro conoscenze astronomiche, essi calcolarono l’anno solare di 365 giorni. Padroneggiavano l’aritmetica e avevano scoperto lo zero molti secoli prima degli Arabi. Nel XVI secolo, l'impero spagnolo colonizzò la regione mesoamericana e la civiltà scomparve definitivamente nel 1697.

 

AZTECHI

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Verso l’Anno Mille gli aztechi erano una popolazione nomade che percorreva le pianure del Messico settentrionale e le steppe sud-occidentali del Nord America. Il nome con cui essi stessi si indicavano è "Mexica" o "Tenochca", e non a caso Mexica è il termine usato per definire i loro discendenti. Dopo essersi spostati nell’altopiano del Messico, agli inizi del XV secolo incominciarono la loro ascesa, che li portò a sottomettere le comunità della regione e a organizzare un impero che si estendeva su quasi tutto il Messico e su parte del Guatemala.

L’impero, organizzato in distretti, era dominato dall’imperatore; quest’ultimo era affiancato da un Consiglio Supremo con funzioni amministrative e giudiziarie. Le cariche civili e religiose erano riservate ai nobili, mentre i mercanti e gli artigiani rappresentavano un ceto intermedio. Alla base di questa piramide sociale, stavano invece i servi e gli schiavi.

L’architettura delle città azteche, in particolare della capitale Tenochtitlán, affascinò gli europei per la cura e l’eleganza dei palazzi, le piramidi. Nel 1521 Hernán Cortés, conquistò la città e, successivamente, gli spagnoli fondarono Città del Messico sul sito della capitale azteca in rovina; da qui, procedettero con la colonizzazione dell'America Centrale.

 

INCAS

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La popolazione della regione di Cuzco (Perù) fondò tra il 1450 e il 1532 un impero vastissimo, che si estendeva per oltre 4000 km dall’Ecuador settentrionale al Perù, alla Bolivia occidentale, al Cile settentrionale. Lo sterminato territorio del loro impero era costellato di centri urbani, ognuno dei quali aveva le sue piramidi-tempio.

L’impero inca si reggeva su un sistema politico rigido e gerarchico, basato sull’attività militare dell’aristocrazia e sullo sfruttamento delle popolazioni sottomesse. Il sovrano, ritenuto l’incarnazione del dio Sole, era il capo supremo. Gli artigiani inca producevano oggetti di terracotta e di pietra, ed erano insuperabili come orefici.

Quanto all’edilizia, gli inca erano abili costruttori di edifici in pietra. Attribuivano poi una grande importanza alla divinazione, effettuata dai sacerdoti. Nel 1532, l’impero venne conquistato dallo spagnolo Francisco Pizarro: il popolo inca, convinto che i conquistadores spagnoli fossero di natura divina, non oppose resistenza.


Abbigliamento Messicano: i Must-Have della Tradizione

Dress Code del giorno? Messicano!
Scopriamo insieme i capi di abbigliamento tradizionali in una sorta di "viaggio" ricco di colori e stile.

 

REBOZO

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Il rebozo è un capo d'abbigliamento appartenente al guardaroba femminile: realizzato in cotone, lana o seta, si può indossare come se fosse una sciarpa o per il trasporto di neonati e oggetti. I modelli monocromo si chiamano Chalinas ma sono generalmente molto colorati e fantasiosi, e li si ritrova soprattutto nelle danze folkloristiche messicane.

 

SARAPE

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Il sarape è l'abito tradizionale messicano, normalmente indossato dagli uomini, ed è l'equivalente del rabozo femminile. Caratteristico dello stato di Coahuila, si tratta di una specie di poncho. Realizzato con la lana, viene poi tinto con una base di colore scuro o nero, sul quale si realizzano in seguito delle fasce di colori vivaci.

 

GUAYABERA

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La guayabera è una camicia di lino a manica lunghe o corte, caratterizzata da pieghettature verticali (alforzas) che corrono lungo il davanti e il dietro della camicia e dotate di due o quattro tasche; è nota per essere la camicia nuziale messicana.

La parte superiore di ogni tasca è generalmente dotata di un bottone bianco, così come le parti inferiori delle pieghettature. Alcune camicie hanno poi uno spacco di 7–8 cm su ciascun lato. La variante messicana prevede generalmente tre bottoni su ciascun lato, mentre l'orlo è diritto.

 

SOMBRERO

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Il sombrero (dall'omonimo termine spagnolo che significa "cappello"), è il tipico cappello messicano, caratterizzato da una tesa molto larga per proteggersi dal sole. Si realizza generalmente in paglia e ne esistono infinite varianti di colori e decori!

 

PONCHO

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Un poncho è una sorta di mantella nata per mantenere il corpo caldo e asciutto in caso di pioggia. È essenzialmente un unico pezzo quadrangolare di tessuto con una apertura nel centro per la testa e per le braccia, usato come mantello. Esistono diverse varianti di questo capo riccamente dettagliato e colorato, quella messicana è la Gaban.


Messico da Bere: le Bevande Alcoliche Tradizionali Più Famose

TEQUILA

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La tequila è la bevanda più rappresentativa in Messico. Si tratta di un distillato estratto dall'agave blu o agave tequilana coltivata negli stati di Jalisco, Michoacán, Guanajuato, Nayarit e Tamaulipas. La tequila filtrata e imbottigliata dopo un breve periodo di riposo è la Blanco, la più schietta. Gli altri tipi si distinguono invece in base al grado di invecchiamento: troviamo la Reposado, maturata in botti di rovere per almeno tre mesi, Añejo, a contatto con il legno da uno a tre anni, Extra añejo quello che supera i tre anni. I cocktail più famosi a base di tequila sono Margarita, Tequila Sunrise e Vampiro.

MEZCAL

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Il Mezcal è un liquore ricavato dalla distillazione del cuore del maguey. Questo liquore è prodotto con l'agave proveniente da nove stati del paese: Guanajuato, Durango, Michoacán, Guerrero, San Luis Potosi, Puebla, Oaxaca, Zacatecas e Tamaulipas. Può essere prodotto potenzialmente con tutti i tipi di agave, tuttavia la più utilizzata è l'Angustifolia. A certi tipi di mezcal si aggiunge il cosiddetto verme maguey, per dar loro più tono.

ROMPOPE

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Questa bevanda originaria dello stato di Puebla è preparata con brandy o rum, latte, tuorli d'uovo sbattuti, zucchero, cannella, mandorle tritate e vaniglia, ed è usato anche come digestivo. La parola "rompope" deriva dalla parola "rompon", usata per indicare la versione spagnola di "eggnog", una volta che questa approdò in Messico.

ACACHUL

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Questa bevanda alcolica ha la sua origine nelle montagne settentrionali di Puebla. È fatto con frutta o semi di acacia spremuti, a cui si aggiunge poi il brandy e lo zucchero. Ci sono due modi per preparare la bevanda: A Puebla è fatto con acacia e brandy, mentre nello stato di Hidalgo viene preparato con vini di mora, arancia, limone, mela o guava.

BACANORA

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Questa bevanda ha lo stesso nome del comune da cui proviene, nello stato di Sonora. È ottenuto dalla cottura, dalla fermentazione e dalla distillazione del miele o del succo dell'agave vivipara o pacifica. Ha un alto contenuto di alcool ed è incolore. La sua distillazione venne a lungo considerata illegale, diventando infine legale nel 1992.


DPCM del 9 Marzo 2020: Comunicazione di Modifiche al Servizio

Restate a casa, alla cena ci pensiamo noi!🌵

- Nel rispetto del DPCM varato dal Governo il 9 marzo, i locali di Vicenza e Rosà rimangono chiusi al pubblico ed è sospeso il take-away
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Orari: dalle 18.30 alle 22.30.

 


Le Figure Femminili più Famose del Messico

Forti, coraggiose, creative, libere, uniche.
In occasione della Festa della Donna, celebriamo insieme alcune delle donne messicane più famose degli ultimi tempi!

PAULINA RUBIO

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Nata a Città del Messico il 17 giugno 1971, Paulina Rubio è una delle cantanti latine più amate di sempre. La sua carriera ha avuto inizio nel 1991 e il suo primo album venne pubblicato nel '92 con il titolo di "La chica dorada", soprannome che verrà poi dato alla cantante. Il suo percorso procede tra un buon successo di critica e di pubblico e, nel 2000, con l'album "Paulina", ottiene la nomination al Grammy Latino e molti altri premi; nel 2002 esce il suo primo disco in inglese "Border Girl", con il quale guadagna la copertina della rivista Rolling Stone e raggiunge il milione di copie vendute nel mondo. Dopo l'uscita nel 2004 di "Pau-Latina", nel 2006 lancia 'album in spagnolo "Ananda", con il quale torna in vetta alle classifiche spagnole, latino-americane e statunitensi, e che contiene canzoni in collaborazione con Slash, Julieta Venegas e Shakira. Il suo nono album in studio, "Gran City Pop", viene pubblicato il 23 giugno 2009: appena una settimana dopo la pubblicazione, l'album ottiene il disco di platino negli Stati Uniti e Porto Rico, e quello d'oro in Messico. In totale, ha pubblicato 11 album, ha recitato in numerose serie tv, ha fatto da modella per brand come Cavalli e Louis Vuitton ed è molto attiva anche in campo umanitario. Insomma, un'artista a tutto tondo!

 

SALMA HAYEK

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Salma Valgarma Hayek Jiménez nasce a Coatzacoalcos, Veracruz, il 2 settembre 1966. Dopo le prime esperienze in campo televisivo che la rendono famosa in Messico, a ventuno anni si trasferisce a Los Angeles per perfezionare il suo inglese e per studiare recitazione. Nel 1993 ottiene un ruolo nel film di Allison Anders, "Mi vida loca", ma è solo nel 1995 che Salma si fa notare dal grande pubblico, grazie alla partecipazione a "Desperado" di Robert Rodriguez, accanto ad Antonio Banderas. Sempre diretta da Rodriguez, partecipa a "Four Rooms" (1995) e in "Dal tramonto all'alba" (1996). Nel 1997 ottiene il suo primo ruolo da protagonista nella commedia "Mela e tequila - Una pazza storia d'amore con sorpresa", mentre nel 1999 compare in "Studio 54", "Wild Wild West", "The Faculty" e in "Nessuno scrive al colonnello". Dopo aver interpretato Lola nel film di Antonio Cuadri "La grande vita", Salma veste i panni di Frida Kahlo nell'ultimo lavoro di Julie Taymor "Frida": il film le regala un'enorme successo e le permette di conquistare la nomination all'Oscar come migliore attrice protagonista. La vedremo al cinema prossimamente in "The Eternals" del Marvel Cinematic Universe. L'attrice è impegnata da anni insieme a UNICEF nella lotta contro la violenza di genere.

FRIDA KAHLO

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Frida Kahlo, il cui vero nome è Magdalena Carmen Frida Kahlo y Calderón, è stata una pittrice messicana, nata a Coyoacán il 6 luglio del 1907 e morta il 13 luglio del 1954. Fin da piccola, mostra il suo carattere forte e passionale e il suo talento eccezionale, ma ha un fisico molto debole, essendo affetta da spina bifida. Nel 1925, quando ha solo 18 anni,  viene coinvolta in un incidente stradale che le causa la frattura multipla della spina dorsale, di parecchie vertebre e del bacino. Riesce a salvarsi grazie a 32 interventi che la costringono a stare a letto per mesi, ma che compromettono la sua mobilità per sempre. Nel 1928 Frida conosce Diego Rivera, il pittore più famoso del Messico rivoluzionario. L’anno successivo i due si sposano, nonostante lui sia più grande di lei di 21 anni e abbia già due matrimoni alle spalle, avendo la fama di donnaiolo e marito infedele. Il suo amore per la pittura nasce durante i mesi in cui è immobilizzata a letto a causa dell’incidente, quando i genitori le regalano colori e pennelli. Tra le sue opere più famose troviamo The Frame, Le due Frida, Il Sogno (Il Letto), La colonna rotta, Mosè (o Nucleo solare), Cervo ferito, e L’amoroso abbraccio dell’universo.


DANIELA SOTO INNES

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Risultato immagini per daniela soto innes

Daniela Soto-Innes, chef e socia del ristorante Cosme a Manhattan, è stata nominata miglior donna chef al mondo per il 2019; a soli 28 anni è la più giovane vincitrice di tale riconoscimento (insignito da World’s 50 Best Restaurants) e vanta un curriculum eccezionale che l'ha portata a lavorare tra Stati Uniti e Messico. Alla guida di una cucina che per due terzi è condotta da donne e dà lavoro a numerosi immigrati, la chef ha ricevuto il premio per il suo approccio “dinamico e creativo” nel servire una cucina messicana contemporanea a New York.


YALIZA APARICIO

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Yalitza Aparicio Martinez è nata a Heroica Ciudad de Tiaxiaxo, nell’Oaxaca, l l’11 dicembre 1993. Entrambi i suoi genitori sono indigeni: il padre è mixteco, la mamma è trichi. La sua è sempre stata una famiglia molto povera: quando i suoi genitori si sono separati, lei e sua sorella hanno iniziato ad occuparsi dei fratelli più piccoli per permettere alla mamma di lavorare a tempo pieno. Dopo il liceo, decide di intraprendere la carriera di insegnante di scuola materna. Si  diploma dunque in educazione della prima infanzia ed è in attesa della sua prima classe quando arriva l’occasione della vita: nel 2016, sua sorella Edith viene a conoscenza dei casting per il nuovo film di Alfonso Cuarón e decide di spingere Yalitza a fare un tentativo. La ragazza non ne vuole sapere, ma alla fine si lascia convincere. Il team di Cuarón nota subito l’enorme talento della Aparicio, nonostante la giovane non abbia mai intrapreso degli studi di recitazione, e la seleziona come protagonista del film "Roma", un debutto che le è valso la nomination al premio Oscar come miglior attrice nel 2019! Non vediamo l'ora di scoprire dove la porteranno i suoi prossimi progetti.


Bandiera del Messico: Storia, Colori e Curiosità

Tutti conosciamo la bandiera messicana ma quando nasce come simbolo patriottico e come è cambiata nel corso dei secoli? Ecco la nostra guida alla sua storia e ai suoi elementi caratteristici!

 

IDENTIKIT

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bandiera messicana

La bandiera del Messico è un tricolore verticale composto da tre colori, verde, bianco e rosso, adottati dopo la Guerra di Indipendenza (dove il verde indica la speranza, il bianco l’unità e il rosso il sangue di coloro che si sono sacrificati per la patria), e dallo stemma messicano posto al centro, che rappresenta un’aquila reale appoggiata con una delle sue zampe sopra un cactus, mentre con l’altra afferra un serpente che cerca di liberarsi dal suo becco.

STORIA

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Le prime bandiere del Messico colonizzato erano ispirate alla Croce di Sant’Andrea; bisogna attendere invece il 1800 per definire la storia della bandiera con gli elementi attuali. Ad esempio, tra il 1821 e il 1858, una corona venne tolta e poi riposizionata sulla testa dell'aquila, mentre nel 1864 fu l’Imperatore Massimiliano I del Messico, a ricollocare la corona sulla sua testa, aggiungendo anche il motto “Equidad en la Justicia”.  Nel 1865 la bandiera fu modificata sul modello di quella francese e nel 1916, l’aquila (senza corona) venne rappresentata di lato e non più frontalmente. Nel 1968 infine, il presidente della repubblica Gustavo Díaz Ordaz ne decretò la versione definitiva, presentandola al mondo per la prima volta in occasione dei Giochi Olimpici tenutasi a Città del Messico nello stesso anno.

 

SIMBOLI

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 L'immagine dell'aquila fa riferimento alla storia della fondazione di Tenochtitlan, la capitale azteca. Secondo la leggenda infatti, gli aztechi intuirono dove costruire la loro città alla vista di un'aquila (simbolo del sole) appollaiata su un cactus. Il serpente invece era considerato benevolo dal popolo, in quanto rappresentava la madre terra. Dopo la colonizzazione spagnola gli stessi simboli divennero portatori dei valori cristiani: l’aquila rappresentava il bene, il serpente il male sconfitto e l’alloro decorativo nella parte inferiore la gloria. Infine, il cactus richiama uno degli elementi più caratteristici della vegetazione messicana.


San Valentino: L'Amore ai Tempi di Frida Kahlo e Diego Rivera

Una delle storie d'amore più travagliate, intense e memorabili dello scorso secolo che vivrà per sempre: nella festa degli innamorati, ripercorriamo insieme l'amore messicano più famoso, quello tra Frida Kahlo e Diego Rivera!

 

Frida e Diego si incontrarono per la prima volta nel 1922, quando Rivera stava dipingendo il murale de "La Creazione" nell'auditorium della Escuela Nacional Preparatoria. Diego all’epoca aveva 36 anni, era stato già sposato due volte e vantava una lunga esperienza come artista internazionale: si dice che, quando Frida seppe della presenza di Diego nella scuola, si precipita nella sua direzione, nonostante fosse legata sentimentalmente ad Aljandro Gomez Arias.

Nel 1925, Frida rimane coinvolta in un gravissimo incidente al quale sopravvive per miracolo: tuttavia, viene lasciata poco dopo dal suo ragazzo, e da quel momento, il dolore e la morte diventano i temi dominanti della vita e dell’arte di Frida.

 Frida Kahlo, Frida e Diego Rivera, 1931

Incontra di nuovo Diego nel 1928 ed è subito un colpo di fulmine. La proposta di matrimonio non tarda ad arrivare e, nonostante manchi il consenso dei genitori di Frida, i due si sposano comunque. Con il matrimonio, arrivano anche i periodi bui: Frida infatti smette di dipingere per un po’ e si dedica alla vita da moglie, resta incinta ma perde il bambino; poco dopo inoltre, i due partono per la California per impegni di lavoro di Diego. Qui Frida però non trova pace, e questo malessere inizia a farsi sentire nel rapporto tra i due coniugi, complici anche i continui tradimenti di lui.

Una volta finito il lavoro in America, decidono di tornare in Messico anche per permettere a Frida di concentrarsi sui suoi problemi di salute, e costruiscono la loro casa a San Angèl.

Nei suoi diari Frida Kahlo scrive:

"Diego, amico
Diego, costruttore,
Diego, mio ragazzo
Diego, mio fidanzato
Diego, pittore
Diego, mio amante
Diego, mio marito
Diego, mio amico
Diego, mia madre
Diego, mio padre
Diego, mio figlio
Diego, io
Diego, universo
Diversità nell'unità
Ma perché lo chiamo il Mio Diego?
Non sarà mai mio. Non appartiene che a sé stesso".

Partono nuovamente, vanno a New York ma Frida non ama la città. Resta di nuovo incinta e perde ancora una volta il bambino; dopo vari mesi anche Diego non riesce più a stare in città per questioni politiche. Si arriva quindi al 1934 e in questo periodo succede un fatto tremendo: Diego inizia una relazione con Cristina Kahlo, la sorella di Frida. I due artisti dunque, prima si separano e poi divorziano.

Dopo questa lontananza tuttavia, il malessere si fa sentire ancor di più: Frida a causa delle varie malattie comincia a bere troppo e Diego soffre per lei, così dopo poco tempo i due si sposano di nuovo. La pace non arriva mai perché Frida si ammala sempre più. Nonostante la sua salute cagionevole, partecipa con Diego alla manifestazione che riunisce gli oppositori di Castillo Armas. In mezzo alla folla di manifestanti, Diego spinge la carrozzina sulla quale è seduta la moglie, che tende il pugno insieme ad un cartello sulla quale ha disegnato una colomba. È l'ultima apparizione pubblica di Frida, che muore il 13 luglio 1954 per embolia polmonare.

Diego, dopo la morte di Frida, si sposa per la quarta volta, con Emma Hurtado nel 1955, e dedicò gli ultimi anni della sua vita a far conoscere il lavoro di sua moglie. Muore infine il 24 novembre 1957 a Città del Messico.

Un'esistenza glorificata dalla passione, che lascia dietro di sé dei quadri straordinari e una storia d'amore che, nonostante tutto, resta una delle più appassionanti di sempre.


Charreria: Chi Sono I Cowboy del Messico

Amanti del Far West e dei Cowboy?
Facciamo un tuffo nella storia della charreria, una tradizione messicana ricca di adrenalina e di spettacolo!

 Le origini della charreria e dei charros, i cosiddetti cowboy messicani (nota bene: sono nati prima i charros e dopo i cowboy americani), risalgono ai tempi di spagnoli e indios: i primi non volevano che i nativi messicani apprendessero come cavalcare, perché volevano evitare che si impadronissero di un animale così utile ed essenziale. Solo nel 1619  il Vicerè concesse al gesuita Gabriel de Tapia di insegnare a cavalcare a 20 indios, che dovevano prendersi cura di 100mila capi di bestiame.

La charreria vera e propria ha origine probabilmente nel 1800, quando i lavoratori delle haciendas, grandissimi latifondi a uso agricolo o pastorale, cominciano a specializzarsi nella costruzione di un rapporto col cavallo che andasse oltre le questioni puramente lavorative. Nel 1880 infine, Ponchano Diaz diede origine alla charreria professionale, comprendente dei grandi numeri di spettacolo. La più antica pratica potrebbe essere stata quella della cattura del toro, che si eseguiva con 3 persone: una lanciava il lazo per bloccare la testa, una per le gambe dietro, e una terza pronta a intervenire in caso di perdita di controllo. A disputarsi l’origine sono due Stati messicani: Hidalgo (presunto luogo di nascita della professione) e Jalisco.

La charreria è una questione familiare: i charros infatti sono persone che vivono dell’allevamento, e quindi usano questa tecnica ogni volta che devono marchiare, curare un cavallo o un toro. Solitamente, charro si nasce, anche se esistono dei corsi di charreria per bambini. Anche le donne possono diventare charros: la differenza è che cavalcano con le gambe di lato e non eseguono l’operazione di cattura dell’animale, dilettandosi invece con la pratica del lancio del lazo.

I charros fanno competizioni molto seguite a livello locale (la charreria è considerata uno sport nazionale in Messico), ed esistono diversi circuiti di gare con tanto di scommesse. Uno dei più noti è il “Circuito Excelencia”, una gara annuale che richiede come prezzo di iscrizione 100mila pesos per squadra all'anno. I premi corrispondono alla stessa quantità di denaro: non sorprende dunque che di questo lavoro si possa addirittura vivere.

Ciò che differenzia charros e cowboy sono i vestiti e la tecnica. I charros, prima di catturare l’animale, compiono una serie di movimenti di grande perizia, precisione e estetica, che anticipano il senso “pratico” dell’esercizio, cioè la cattura. Per quanto riguarda l'abbigliamento invece, si compone di una divisa folkorica vistosa, che si presenta in diverse colorazioni.

La charreria è diventata Patrimonio Culturale Intangibile dell’Unesco dal 1 dicembre 2016: un grande riconoscimento per una manifestazione così sentita a livello nazionale e così ricca di dettagli interessanti!

 


Musica e Messico: Storia e Generi Tradizionali

La musica del Messico è molto variegata: si caratterizza per un'ampia varietà di generi musicali e stili d'esecuzione, ed stata influenzata da diverse culture, per lo più popolazioni indigene ed europee... Ecco cos'altro sapere sulla musica messicana!

ORIGINI E SVILUPPI MUSICALI

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La musica messicano si sviluppò di pari passo con il culto delle divinità; sin dall’inizio della storia dei Maya, si trovano tracce dell’uso della musica, che divenne parte integrante del concetto divino, fondamentale nella loro cultura. La musica era di grande importanza anche presso altri popoli del Messico preispanico e il suo uso era prevalentemente cultuale, affidato a professionisti di provate capacità, che durante le cerimonie religiose eseguivano musiche d’insieme costituite da canto e accompagnamento strumentale.

Facendo un salto temporale, tra l'inizio del XVII secolo e la dichiarazione di Indipendenza (1821), la vita musicale in Messico fu assolutamente modesta; le prime scuole infatti nacquero intorno al 1825, quando si iniziarono a stampare composizioni locali e di musicisti occidentali. I primi compositori messicani ad affermarsi furono Joaquín Beristáin (1817-1839), Cenobio Paníaguya (1821-1882) e Morales (1838-1908).

Dal 1930 al 1950 la vita musicale messicana fu caratterizzata da uno sviluppo molto dinamico; un momento cruciale di tale sviluppo fu la creazione, nel 1929, della Orquesta Sinfónica de México, con Carlos Chávez direttore. Altri artisti furono influenzati dall'arte di Chávez e di Revueltas, come José Pablo Moncayo, autore del celebre "Huapango" e Blas Galindo, autore di "Sones de Mariachi", che diedero avvio a una originale corrente nazionalista nella musica classica messicana. 

Nell’ambito della musica popolare il repertorio è molto ampio, spaziando dalle danze tradizionali di origine india alla musica ranchera [il country messicano]. Altro genere musicale è il corrido, derivato dalla romanza spagnola. Con esso si raccontano in musica fatti di cronaca, storie e leggende. Alcuni antichi strumenti tradizionali vengono utilizzati in contesti festivi, durante le quali si eseguono danze indie. Il son, la canción ranchera, i ritmi importati dai Caraibi, il bolero, la cueca sono tra gli stili tradizionali più frequenti nella canzone messicana, il genere musicale più diffuso.

 

I MARIACHI

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Il nome mariachi pare sia stato coniato dagli indios Coca nel XVI secolo. Significava semplicemente “musica” e venne utilizzato per riferirsi a chiunque si dedicasse ad attività musicali. Attualmente il termine definisce gruppi di musicisti che si distinguono per l’uso di determinati strumenti, per l’abbigliamento e per il repertorio musicale.

Gli strumenti musicali utilizzati dai mariachi sono violini, trombe, chitarre, una vihuela (una chitarra piccola, anch’essa con fondo convesso e cinque corde), una jarana o guitarra de golpe (che produce un suono e ha un'estensione che è una via di mezzo tra quello della chitarra tradizionale e quello della vihuela), un guitarrón (una chitarra-basso a sei corde, grande, dal "collo" corto e con la parte sottostante convessa e "panciuta) e un’arpa diatonica. Il guitarrón e la vihuela non si incontrano in alcun altro tipo di complessi musicali. La chitarra vera e propria invece, entrò a far parte dei complessi mariachi all’inizio del Novecento, e divenne uno strumento standard nel 1940.

Anche il modo di vestire di un gruppo mariachi definisce questo tipo di complesso musicale. I musicisti mariachi hanno adottato per le loro esibizioni l’abito “charro”, che consiste di stivaletti alla caviglia, di un sombrero, di una cravatta larga a fiocco, di una giacchetta corta, di pantaloni con tasca posteriore, di un cinturone e di bottoni luccicanti sulla giacca e sui lati esterni dei pantaloni. In Messico vengono accettati nei gruppi mariachi soltanto uomini. I musicisti mariachi leggono la musica, sono cantanti esperti e, spesso, improvvisano!


Peperoncino Messicano: Varietà e Proprietà

"Peperoncino" è un termine che designa il frutto di cinque specie di piante del genere Capiscum appartenenti alla famiglia delle Solonaceae. Il peperoncino messicano è utilizzato sia come pianta decorativa, sia per le proprietà medicinali e culinarie. Scopriamo insieme le varietà più apprezzate!

Cristoforo Colombo scoprì il peperoncino messicano durante il suo viaggio in America e lo portò in Spagna, da dove poi si diffuse in tutta Europa, ma veniva utilizzato già nella cucina dei Maya per insaporire i piatti.

JALAPENO

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Varie specie di Jalapeno
Il peperoncino Jalapeno è probabilmente il peperoncino del Centro America più diffuso e conosciuto al mondo. Sotto la famiglia dello Jalapeno sono individuate parecchie sottospecie che differiscono tra loro per colore, grado di piccantezza, grandezza e forma. Sono centinaia le ricette che hanno alla base la piccantezza moderata dello Jalapeno.

SERRANO

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Varietà di Serrano messicano

Tra i peperoncini, il Serrano si presenta con frutti moderatamente piccanti e questo fa si che venga utilizzato per la preparazione di condimenti non eccessivamente forti, come salse o marinature. Coltivato alla base delle catene montuose messicane, il Serrano si presta anche ad essere utilizzato essiccato e in quel caso prende il nome di Chille Seco. Il sapore ha un gradevolissimo retrogusto agrumato molto intenso e in cucina viene utilizzato per una delle ricette messicane più famose, il pico de gallo.

HABANERO

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Varie colorazioni dell' Habanero

L'habanero è un peperoncino che venne scoperto nella zona amazzonica del Brasile, ma grazie agli esploratori Maya, venne importato nell'entroterra dello Yucatan favorendone la coltivazione massiccia già in età precolombiana. Tale peperoncino per arrivare a maturazione, necessità di parecchio sole. Grazie al suo grado elevato di piccantezza, in cucina viene utilizzato per creare piatti tipici della cultura gastronomica messicana, dai tacos alle fajitas di pollo. Diverse sono le colorazioni e specie che lo contraddistinguono: Habenero Chocolate, Red, Yellow, White e Orange sono quelli più diffusi.

PASILLA

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Il Pasilla leggermente piccante

Il Pasilla è un peperoncino del Messico che spesso viene amato in cucina da chi mal sopporta la caratteristica piccantezza elevata delle altre specie messicane. Il suo frutto si presenta molto allungato fino a raggiungere anche i 23 centimetri. Viene spessissimo utilizzato essiccato o affumicato in cucina e per la creazione di salse come la famosa negro mole che ben si adatta ad essere servita insieme a piatti con carni delicate.