Día de los Santos Inocentes: Origine e Celebrazioni

Il 28 Dicembre cade il Giorno dei Santi Innocenti, una celebrazione della tradizione pagano-cristiana che, nei paesi di lingua spagnolo, ha assunto dei connotati simili al nostro Pesce d'Aprile. Scopriamo insieme le origini e le tradizioni del Día de los Santos Inocentes!

Tradizione Pagana e Cristiana

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Il “Día de los Santos Inocentes”, giorno dei Santi Innocenti, è la commemorazione di un episodio cristiano: si ricorda infatti l’uccisione dei bambini sotto i due anni, nati a Betlemme, ordinata dal Re Erode, con il fine di uccidere anche il neonato Gesù di Nazaret. La tradizione cattolica, seguendo il Vangelo di Matteo, narra che il Re Erode, di fronte al timore di perdere il proprio trono, cercò con tutti i metodi possibili di localizzare il bimbo Gesù per ucciderlo, e per questo motivo chiese ai Re Magi di informarlo sul luogo di incontro del neonato. I tre Magi, grazie ad un messaggio inviato da Dio, furono avvisati dell’intenzione di Re Erode e non comunicarono quanto richiesto da quest’ultimo. Nel momento in cui si compì la strage di bambini, il piccolo Gesù era già in Egitto.

La tradizione pagana ci racconta invece che esisteva una festa chiamata la “festa dei folli“, celebrata tra il giorno di Natale e il Capodanno. Si dice che questa festa era così scandalosa che la Chiesa, in epoca medioevale e con l’intento di calmare la eccentricità dei partecipanti, decretò che si celebrasse nel giorno dei “Santi Innocenti”. In questo modo ebbe inizio, con carattere pagano – religioso, la festa nella quale è permesso lo scherzo di qualsiasi natura. Essa si celebra in Spagna, Argentina, Messico, Colombia, Perù, Ecuador, Chile, Panama, Bolivia, Filippine, Guatemala e Uruguay.

 

FESTEGGIAMENTI

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Durante questa giornata, le forme sociali diventano più permissive e le persone cercano qualsiasi opportunità per fare battute o prendersi in giro tra loro con fare burlesco. In Messico, i giornali in questa data pubblicando notizie false con un tono ironico o umoristico. Ogni regione del paese la celebra a modo suo: sono previste in molte parti offerte di doni e cibo al bambino Gesù e possono essere di natura varia, dall'abbigliamento, ai dolci, al pane, oltre ovviamente alla dose di scherzi, da quelli leggeri a quelli pesanti, che contagia tutto il paese!


La Vergine di Guadalupe, Storia della Patrona dell'America Latina

Il 12 Dicembre si celebra in America Latina la Vergine di Guadalupe, patrona del Messico e Imperatrice e Madre delle Americhe, apparsa ad un povero indio messicano nell'anno 1531: questo avvenimento, ha dato il via alla conversione dell'America Latina al Cristianesimo. Ecco la storia completa della Vergine di Guadalupe.

 

L'APPARIZIONE

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Sabato 9 dicembre 1531, dieci anni dopo la conquista del Messico, l'indio Cuauhtlatòhuac (ribattezzato poi Juan Diego), un coltivatore, si reca alla chiesa di Santiago. All'improvviso una voce lo chiama sul colle Tepeyac: la voce appartiene a una donna che si presenta come “la perfetta sempre vergine Maria, la Madre del verissimo e unico Dio”. La Madonna gli ordina di recarsi dal vescovo locale e di costruire una chiesa ai piedi del colle; ma il vescovo dubbioso non vuole credere alle parole del povero indio. Tre giorni dopo la prima apparizione, Juan Diego è chiamato ad assistere uno zio, gravemente ammalato. Alla ricerca di un sacerdote che accompagni lo zio nel trapasso, aggira la collina su cui era apparsa la Vergine per evitare di incontrarla nuovamente. Ma la Madonna lo intercetta e lo rassicura sulla salute dello zio, chiedendogli poi di salire sulla collina per raccogliere dei fiori: Juan Diego trova la cima del colle ricoperta di bellissimi fiori di Castiglia, un evento straordinario considerata la stagione fredda. L'indio allora li raccoglie e li depone nella sua tilma (mantello) per portarli al vescovo Juan de Zumarraga, come prova delle apparizioni. Appena Juan Diego spiega il mantello avviene un miracolo: sul mantello si disegna l'immagine della Madonna. La Tilma e l'immagine si conservano intatte ancora oggi. Da questo segno prodigioso, ha inizio la sintesi tra la cultura azteca e la fede cristiana.

 

LA BASILICA

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Sul luogo dell'apparizione fu subito eretta una cappella, sostituita nel 1557 da una cappella più grande e poi da un vero e proprio santuario consacrato nel 1622. Nel 1976 infine, è stata inaugurata l'attuale Basilica di Nostra Signora di Guadalupe. Nel santuario è conservato il mantello di Juan Diego, sul quale è raffigurata l'immagine di Maria, ritratta come una giovane indiana: per la sua pelle scura ella è chiamata dai fedeli Virgen morenita ("Vergine meticcia"). Nel 1921 Luciano Pèrez, un attentatore inviato dal governo, nascose una bomba in un mazzo di fiori posti ai piedi dell'altare; l'esplosione danneggiò la basilica, ma il mantello e il vetro che lo proteggeva rimasero intatti.

L'apparizione di Guadalupe è stata riconosciuta dalla Chiesa cattolica e Juan Diego è stato proclamato santo da Papa Giovanni Paolo II il 31 luglio 2002. La Madonna di Guadalupe è venerata dai cattolici come patrona e regina di tutti i popoli di lingua spagnola e del continente americano in particolare. La sua festa si celebra il 12 dicembre, giorno dell'ultima apparizione.


Immersione nella Cultura: i 5 Musei Messicani da Conoscere e Visitare

Un viaggio non sarebbe completo senza un'immersione nella cultura locale, e i tramiti principali della cultura sono sicuramente i musei, custodi del sapere, dell'arte e della storia. Per il vostro prossimo viaggio in Messico, vi consigliamo di impiegare qualche ora del vostro tempo per visitare questi siti culturali, tra una pausa cibo e l'altra ;)

CASA AZUL - CITTÀ DEL MESSICO

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La Casa Azul, ossia la "casa blu" di Frida Kahlo, fu costruita seguendo lo stile tipico messicano nel 1904 dal padre dell'artista nel quartiere Colonia del Carmen di Coyoacán a Città del Messico, ed è il luogo di nascita e di morte di Frida. Oggi sono qui conservati tutti i suoi oggetti personali (come il cavalletto, la sedia a rotelle, i mobili e addirittura le sue ceneri, custodite in un'urna a forma di rana), per permettere al pubblico di comprendere al meglio la visione, la quotidianità e la complessità di questa donna leggendaria.

 

MUSEO DE LAS CULTURAS DE OAXACA - OAXACA

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Annesso al convento della chiesa di Santo Domingo, si trova questo museo che ripercorre la storia della regione di Oaxaca dal periodo precolombiano al dominio spagnolo attraverso importanti reperti, provenienti soprattutto del sito di Monte Alban; degne di nota sono anche le decorazioni all'interno delle sale. Inoltre, il complesso ospita un giardino botanico e il convento domenicano.

 

PALACIO DE BELLAS ARTES - CITTÀ DEL MESSICO

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Il Palacio de Bellas Artes è la massima istituzione artistica di Città del Messico e un fine edificio architettonico. Costruito nel 1934 in stile Art Nouveau, presenta tre piani ricchi di opere d'arte messicana. La sera invece, il teatro del palazzo ospita concerti e spettacoli di danza tradizionale. Una piccola curiosità: il sipario del teatro è stato fabbricato da Tiffany a New York, e si compone di quasi un milione di pezzi di vetro colorato!

PALACIO CANTÓN - MÉRIDA

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Il Museo di antropologia e storia dello Yucatán è il più importante museo della città di Mérida. Il museo si trova all'interno del Palacio Cantón, tra i migliori esempi di architettura neoclassico-manierista della città, e raccoglie i tesori archeologici e il patrimonio della cultura pre-ispanica. La collezione archeologica è suddivisa in sette sale che danno una visione generale della vita delle popolazioni Maya, e comprende più di 500 pezzi originali provenienti da tutta la penisola dello Yucatán.

 

MUSEO INTERACTIVO DE ECONOMIA - CITTÀ DEL MESSICO

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Questo curioso museo, che si trova all'interno di un ex ospedale betlemmita, è quasi del tutto interattivo e si, è il primo museo al mondo dedicato interamente ai principali concetti economici e alla numismatica: da concetto di offerta e domanda fino ai cicli macroeconomici per i mercati finanziari, con un focus sullo sviluppo sostenibile, questa struttura è pensata per i bambini, ma in realtà piace molto anche agli adulti!


8 Espressioni da Sapere per il Prossimo Viaggio in Messico

Da sempre prima di partire per un viaggio ci chiediamo se ci siano delle parole o delle espressioni per la "sopravvivenza" che dovremmo sapere, e ogni volta ci ripromettiamo che le impareremo...cosa che puntualmente non succede. Noi comunque ci proviamo a darvi qualche dritta lessicale...poi comunque la lingua si impara por la calle!

¡Ahorita!

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Letteralmente vuol dire "adesso, subito" in realtà maschera un lasso di tempo che va da qualche secondo a "sto uscendo" quando ancora devi farti la doccia.

¡Aguas!

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No, non è un vorrei dell'acqua, ma significa "attenzione" e se sentite qualcuno gridare ¡Aguas! (letteralmente acque) mentre state per attraversare la strada, o sta sopraggiungendo una macchina e non ve ne siete accorti o state per finire in un buco nell'asfalto.

¡Ándale, ándale!

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Espressione classica sentita molte volte, ma non lasciamoci trasportare dal mood cinematografico, se ve lo dicono, dovete darvi una mossa.

Chido

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Se vi piace qualcosa che sia una prelibatezza culinaria o una delle tante meraviglie messicane ¡está chido! (che buono/bello) è l'espressione che fa per voi.

Mal del Puerco

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Se al ristorante ti dicono che ti verrà il mal del puerco probabilmente hai ordinato troppi piatti (ma come non farlo in Messico?) e sarai così pieno che ti verrà mal di pancia :)

¿Mande?

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State cercando di farvi capire? Se vi rispondono ¿Mande? (letteralmente "comandi?") vuol dire che non vi stanno capendo.

Malacopa

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Se vi dicono che quella persona è un malacopa, stategli alla larga, è una persona aggressiva che si altera facilmente.

Nieve

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No, non è la neve come da italiani potremmo pensare di riuscire ad intuire anche se letteralmente è questo il significato, in Messico nieve è un tipo di gelato :)


Muralismo Messicano: Viaggio nell'Arte Tradizionale Contemporanea

Un bel viaggio in Messico per mezzo dell'arte contemporanea? Yes please, grazie al muralismo messicano, i suoi esponenti e le opere principali tutte da scoprire!

opera del muralismo messicano di Orozco

Il muralismo ha avuto inizio come programma di arte pubblica finanziata dal governo durante la rivoluzione messicana (1910-1920). Consisteva in pitture murali di grandi dimensioni su edifici pubblici: le raffigurazioni di affreschi facevano parte della tradizione preispanica, ma vennero riportate in auge come forma espressiva e complessiva, in quanto gli artisti la trovarono adatta a essere compresa dal popolo e a veicolare un messaggio sociale e politico anche in tempi moderni. Dopo la rivoluzione infatti, il governo si è trovato di fronte il difficile compito di trasformare un Messico diviso in fazioni, in una nazione coerente, e per fare ciò era necessario per creare una storia ufficiale del Messico, in cui i cittadini si sarebbero potuti ritrovare in modo facile e immediato.

I temi principali del muralismo di conseguenza  riguardavano le civiltà precolombiane, la conquista coloniale spagnola e il culmine dell'era moderna, raggiunta con la Rivoluzione messicana del 1910. Le tecniche usate erano inizialmente quelle antiche, tipiche dell'affresco. Successivamente, iniziarono ad utilizzare anche prodotti industriali e vernici a rapida essiccazione.

diego rivera muralista messicano opera del 1934

Su una serie di artisti, tre emersero come i più celebrati e prolifici, tanto da essere conosciuti come Los Tres grandes (“I tre grandi“), José Clemente Orozco (1883-1949) , Diego Rivera (1886-1957), e David Alfaro Siqueiros (1896-1974).

Ovviamente non tutti i muralisti affrontano gli argomenti sopracitati nello stesso modo. Anzi, le posizioni, le opinioni, le idee politiche ed artistiche, sono molto diverse una dall'altra e spesso, tra questi artisti, si innescano discussioni accesissime. Prendiamo per esempio la conquista spagnola. Per il muralista Orozco si tratta di un momento eroico, mentre per Rivera e Siqueiros rappresenta l'inizio della fine, un evento di cui si pagavano ancora le conseguenze in termini di povertà e differenze sociali. Spesso tuttavia, le posizioni individuali degli artisti nei confronti della storia è confusa.

A livello tecnico, risulta un movimento estremamente articolato: Orozco e Rivera, per esempio, si ricollegano ai metodi tradizionali dell'affresco e dell'encausto. Siqueiros, invece, ricercava soluzioni innovative e industriali.

Nel muralismo sfocia un linguaggio sostanzialmente omogeneo, di marcato tratto espressionista, di forte cromatismo, di solenne grandiosità compositiva. Il muralismo, vero e proprio mezzo di denuncia sociale, si diffonde anche in Uruguay, Argentina e soprattutto nel Cile di Salvador Allende, dove la pittura murale svolge addirittura un'opera di "alfabetizzazione" per immagini. Verso gli anni '30 Rivera, Siqueiros e Orozco si trasferiscono dal Messico negli Stati Uniti, dove esportarono la loro esperienza artistica, ricevendo anche commissioni pubbliche per la realizzazione di murales.

Da questa commistione culturale prende l'avvio un fenomeno artistico di portata mondiale, il graffitismo metropolitano, che pur avendo, rispetto al muralismo messicano, sostanziali differenze di fondo, formalmente tuttavia ha con esso strette analogie. Come il murale, il graffito è espressione di protesta, soprattutto giovanile e generazionale, in quanto vuole appropriarsi dello spazio pubblico per trasmettere un messaggio forte ed esteso.


Teschi Messicani: Un Simbolo, Una Tradizione, Un Sinonimo di 'Vita'

Abbiamo accennato proprio settimana scorsa, in occasione del Dia de los Muertos, ai teschi messicani: oggi invece approfondiamo l'argomento indagano i significati di questo potente simbolo tradizionale!

SIGNIFICATO

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teschi messicani, sono un punto molto importante del simbolismo messicano e, seppure legati al mondo dei morti, non hanno una connotazione triste ma al contrario, servono a esorcizzare l'idea della fine e a celebrare la vita. Tra i significati più ricorrenti ritroviamo quelli di Trapasso, evidenziando il legame tra mondo dei vivi e dei morti, Potere, Protezione, Intimidazione per i nemici e Ingegno Umano, metafora dell’intelletto e della razionalità.

IL CONTRASTO TRA MORTE E VITA

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Nella tradizione messicana, quando un teschio viene affiancato a una rosa, si genera il significato di equilibrio e di bellezza. La rosa infatti, simboleggia l'intensità della vita e il contrasto con il teschio immobile esalta ulteriormente il suo significato. Ecco dunque che la vita si avvale di un valore ulteriore quando la mettiamo di fronte alla morte: il tempo vitale diventa un bene raro, contato, prezioso, e l’unione di queste due forme crea un insieme equilibrato, classico, elegante, senza tempo.

In moltissime culture, però, il fiore è anche simbolo di rinascita e di vita dopo la morte. Mettere una rosa sopra a un teschio bianco, quindi, è anche un messaggio di eternità: in qualche modo, continueremo ad esserci, sotto nuove forme.


All About the Nachos, i Triangoli di Mais Fritti più Amati al Mondo

Solo a sentire la parola "nachos" ci viene l'acquolina in bocca: ammettiamolo, questi irresistibili snack accompagnati da formaggio fuso, guacamole, carne o pomodori sono una vera e propria droga (alzi le mani chi non riesce a fermarsi come noi se inizia a mangiarne 🙌🏼)! Ecco qualche informazioni in più su questo piatto della tradizione messicana tanto amato.

I nachos sono un piatto abbastanza recente, in quanto risalgono al 1943, e l'uomo a cui dobbiamo essere grati per averli inventati è Ignacio Anaya, detto "Nacho". Ignacio lavorava come maitre nel ristorante messicano "Victory Club" a Piedras Negras, al confine con il Texas. Un giorno, si fermarono a pranzo alcune donne, mogli di alcuni soldati americani che prestavano servizio in una base militare lì vicina, e Ignacio, per soddisfare la loro fame e per stupirle, si inventò questa ricetta tagliando delle tortillas di mais in triangoli sottili e servendole con formaggio fuso e peperoncini jalapenos. Le donne rimasero estremamente colpite e gli chiesero il nome di quel piatto, che Ignacio denominò "Special Nachos".

 Per oltre vent'anni la fama dei nachos crebbe a dismisura fino al momento in cui Frank Liberto ebbe l'idea di proporli come snack durante le partite di baseball all'Arlington Stadium: fu l'inizio di una consacrazione destinata a durare nel tempo. Nel 1950 la ricetta dei nachos entrò nel libro di cucina tradizionale messicana e il 21 ottobre, giorno della nascita di Nacho Anaya, è stato dichiarato l'International Day of Nachos.

Dalla ricetta originaria dei nachos, che prevedeva solo formaggio fuso e jalapenos, oggi si trovano tantissime varianti in commercio: dai nachos cosparsi di chili con carne, a quelli accompagnati da salumi, chorizo o bacon. Per i vegetariani invece, le ricette prevedono l'uso di fagioli, spinaci, cipolle, lattuga, crema di melanzane, guacamole, peperoni, olive e pomodori. Insomma, nessuno rischia di rimanere a stomaco vuoto quando si parla di nachos!


Dolce Tentazione: 5 Dessert della Tradizione Messicana da Assaggiare!

Questa settimana abbiamo celebrato il Dessert Day, quale momento migliore dunque per un approfondimento sugli irresistibili dolci della tradizione messicana? Rimpinzatevi di tacos quanto volete, ma non dimenticatevi di lasciare lo spazio per un dessert, o meglio ancora, per 5! ;) Vi aspettiamo a Il Covo Del Ribelle per scoprire quelle che invece sono le nostre proposte, da leccarsi i baffi 😋

FLAN

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Non lasciatevi ingannare, il flan è uno dei dolci più popolari del Messico: questo sformato "instabile", ricoperto di salsa caramellata, si è diffuso prima in Spagna e in seguito in Messico, dove sono stati create nuove combinazioni di sapori. Una variante piuttosto famosa é la jericalla, originaria di Guadalajara: il nome proviene dal luogo di nascita spagnolo - Jérica - di una delle suore che per prima aveva cucinato questo dessert nel quartiere di San Juan de Dios, a Guadalajara.

COCADA

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Spesso venduti in spiaggia, i cocoda sono un dessert messicano largamente diffuso, e sono altrettanto famosi anche in altre parti del Sud America: questo dolcetto a base di cocco grattuggiato è tipico della zona di Colima, tra i principali stati di produzione di cocco in Messico. La cocada si prepara in diverse varianti, ma la più conosciuta è la più semplice, ossia quella che prevede cocco grattuggiato, latte, zucchero, uova e mandorle tritale.

CHURROS

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È vero, i churros sono tipicamente spagnoli, ma sono molto diffusi anche in Portogallo, Francia e, ovviamente, in Messico! I venditori di Churro sono ovunque lungo le strade messicane e la variante popolare del churro standard, che prevede la pastella fritta ricoperta di zucchero semolato, è la churro rellenoo churro ripieno: i ripieni più famosi sono cajeta (simile al dulce de leche), cioccolato o vaniglia.

TAMALES DULCES

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I tamales, degli involtini fatti con la foglia di mais ripieni, sono un piatto messicano tra i più conosciuti: sono noti per le versioni salate, tuttavia esistono anche nella variante dolce. I riempimenti più diffusi sono quelli che prevedono ananas, cioccolato, fragola, frutta secca, marmellata o miele. Insomma, c'è l'imbarazzo della scelta!

PAN DE ELOTE

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Il pan de elote è un dolce a base di mais tipico di tutto il Messico. Data l'importanza del mais nella cucina messicana tradizionale, non c'è da sorprendersi che venisse impiegato anche per la creazione di dolci: l'impasto comprende burro, latte, farina di mais, zucchero, lievito, vaniglia e pannocchie sgusciate; il tutto viene poi amalgamato e informato per ottenere questo pan dolce morbido e squisito!


Día de la Raza: Breve Excursus Storico

Il Día de la Raza equivale al Columbus Day americano, nato per celebrare il giorno dell'arrivo di Cristoforo Colombo nel Nuovo Mondo il 12 ottobre 1492. Conosciuto in alcune aree dell'America Latina anche come Dia de la Hispanidad, è stato celebrato per la prima volta in Messico nel 1928 su iniziativa di José Vasconcelos, con un significato di mescolanza e sincretismo culturale. Questa festa si teneva anche in Spagna fino al 1958, quando il suo nome fu cambiato definitivamente in "Día de la Hispanidad", ma la denominazione (e la conseguente modalità di festeggiamenti) si presenta diversa in molti paesi del Sud America.

La denominazione iniziale venne data dal ministro spagnolo Faustino Rodríguez-San Pedro, che nel 1913 pensò a una celebrazione per unire Spagna e America Latina, la cui data prescelta venne fissata al 12 ottobre. Il testo che accompagnò l'annuncio della festività recita: "Questo è il motivo per cui è stata promossa dall'Unione Ibero-Americana, ossia quello di commemorare la data della scoperta dell'America, in modo che sia allo stesso tempo un omaggio alla memoria dell'immortale Cristoforo Colombo e un modo per esternare l'intimità spirituale tra la scoperta e la civiltà della nazione spagnola e quelle formate sul suolo americano, oggi Stati prosperi".


Taco Day: Storia, Curiosità e Varianti dei "Leggendari" Tacos

Solo a sentire la parola "Tacos" ci viene un certo languorino... E non c'è giorno migliore per parlare di questo piatto tradizionale messicano di oggi, in quanto il 4 Ottobre si celebra il Taco Day! Scoprite qui la storia e alcune curiosità sui tacos, mentre per soddisfare la vostra voglia vi aspettiamo a cena con le nostre varianti calienti ;)

STORIA

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I tacos sono un piatto tradizionale famoso non solo in Messico, ma in tutto il mondo, essendo una testimonianza della storia di questo paese: basti pensare che uno degli ingredienti base dei tacos, il mais, veniva usato già dai Maya e dagli Aztechi per le loro ricette; era considerato un alimento sacro, a tal punto da credere che gli dei avessero plasmato l’uomo proprio dal mais.

Nel corso dei secoli, le ricette Maya hanno subito l’influenza della cucina spagnola portata dai conquistadores e proprio i tacos racchiudono gran parte di questa storia ricca di contaminazioni: mais, fagioli e peperoncini sono caratteristici delle civiltà precolombiane mentre il consumo della carne, anche per mezzo dei tacos, è aumentato in seguito alle invasioni spagnole. I tacos sono poi conditi con aromi, salse gustose e spezie che rendono il risultato irresistibile.

Pensate che alla cucina messicana è stato addirittura attribuito lo status di “patrimonio immateriale dell’Umanità”, titolo assegnatole dall’UNESCO nel 2010 per il fatto che questa tradizione culinaria ha tramandato fino ad oggi usanze di secoli fa. Ancora oggi infatti, molti piatti e varianti di tacos vengono preparati con tecniche millenarie.

 

VARIANTI

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I tacos si presentano in molte versioni: quella con la carne è una delle più conosciute, ma le varianti sono infinite, da quelle vegetariane a quelle con il pesce o con i crostacei per arrivare alle sperimentazioni più audaci, che abbinano ad esempio frutta e spezie. Per i più avventurosi, esistono anche i tacos con ripieno di carne di insetti: cavallette, vermi bianchi e rossi o larve di formica.

Attraverso un metodo molto diffuso, i tacos una volta cotti vengono stratificati in un cestello di tessuto rivestito con plastica per trattenere il calore. A questo punto vengono ricoperti di grasso di maiale, cipolle crude, olio e poi racchiuso nel cestino. Gli ingredienti tradizionali per i tacos comprendono purè di patate, fagioli, cotenne di maiale pressate e varie salse e spezie. Non esiste un “taco messicano archetipico, in quanto ogni regione presenta la propria varietà, una buona scusa per girare il paese in lungo e in largo per assaggiarle tutte!

 

UN'ULTIMA CURIOSITÀ...

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I messicani mangiano talmente tanti tacos che l'espressione “echarse un taco (farsi un taco) è diventata sinonimo di "mangiare", mentre la frase “Le echas mucha crema a tus tacos” (Hai aggiunto un sacco di panna acida per i tacos), significa metaforicamente che qualcuno si ritiene migliore di quello che è!