Cucina Messicana: i 4 Piatti "Strani" da Provare Assolutamente

Se diciamo "Messico" il vostro stomaco urlerà d'istinto "tacos, nachos, burritos!", ma la verità è che questo paese è dotato di una cultura culinaria vastissima, pronta a sorprendervi con sapori e piatti inaspettati (a tratti anche "strani") ma assolutamente deliziosi! Riusciranno i nostri 4 suggerimenti a suscitare in voi la curiosità di assaggiarli?  Nota bene: si tratta di un approfondimento sulla cucina messicana ma non sono inclusi nel nostro menù.

 

POZOLE

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Partiamo in realtà con un piatto tradizionale ma forse meno conosciuto, ossia il pozole, uno stufato di granturco cotto che può essere servito con carne, cavolo, peperoncino, cipolla, spezie o aromi. Si tratta di uno dei più antichi piatti del Messico: risale infatti al periodo azteco e si pensa che in principio la carne utilizzata per il pozole fosse umana... Ma non temete, oggigiorno si usa solo (o quasi) quella del maiale!

 

 NOPALES

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Avete mai pensato di assaggiare le foglie dei cactus? Perchè in Messico le mangiano e anzi, è uno dei piatti locali più deliziosi! I nopales sono foglie di cactus servite o crude o grigliate: sono ricche di proteine e vengono utilizzate anche nel campo della medicina per le loro proprietà benefiche. Ne esistono più di 114 specie e non dovete temere, le spine vengono prima rimosse!

 

CHAPULINES

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La situazione inizia a farsi interessante: siamo infatti giunti ai Chapulines, ovvero, le cavallette. Avete letto bene, cavallette: questi insetti, dopo essere stati puliti e lavati, vengono tostati sulla piastra e conditi con aglio, succo di lime e sale. Sono ritenute molto appetitose e croccanti e noi, a questo proposito, vogliamo darvi un consiglio: mangiatele con gli occhi chiusi per non pensare alla loro "natura"!

 

HUITLACOCHE

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Arriviamo infine al cibo più "disgustoso" della lista: parliamo dello huitlacoche, un fungo che si sviluppa nelle pannocchie e che produce delle malformazioni dal colore grigio/nerastro. In altre parti del mondo é considerato una piaga, mentre in Messico fa parte da sempre dell’alimentazione locale. Non lasciatevi ingannare dal loro aspetto, questi funghi hanno in realtà un sapore delicato e leggermente affumicato perfetto da gustare come ripieno dei tamales o nello stufato. Come se non bastasse, vengono addirittura serviti come dolce!


Bandiera del Messico: Storia, Colori e Curiosità

Tutti conosciamo la bandiera messicana ma quando nasce come simbolo patriottico e come è cambiata nel corso dei secoli? Ecco la nostra guida alla sua storia e ai suoi elementi caratteristici!

 

IDENTIKIT

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bandiera messicana

La bandiera del Messico è un tricolore verticale composto da tre colori, verde, bianco e rosso, adottati dopo la Guerra di Indipendenza (dove il verde indica la speranza, il bianco l’unità e il rosso il sangue di coloro che si sono sacrificati per la patria), e dallo stemma messicano posto al centro, che rappresenta un’aquila reale appoggiata con una delle sue zampe sopra un cactus, mentre con l’altra afferra un serpente che cerca di liberarsi dal suo becco.

STORIA

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Le prime bandiere del Messico colonizzato erano ispirate alla Croce di Sant’Andrea; bisogna attendere invece il 1800 per definire la storia della bandiera con gli elementi attuali. Ad esempio, tra il 1821 e il 1858, una corona venne tolta e poi riposizionata sulla testa dell'aquila, mentre nel 1864 fu l’Imperatore Massimiliano I del Messico, a ricollocare la corona sulla sua testa, aggiungendo anche il motto “Equidad en la Justicia”.  Nel 1865 la bandiera fu modificata sul modello di quella francese e nel 1916, l’aquila (senza corona) venne rappresentata di lato e non più frontalmente. Nel 1968 infine, il presidente della repubblica Gustavo Díaz Ordaz ne decretò la versione definitiva, presentandola al mondo per la prima volta in occasione dei Giochi Olimpici tenutasi a Città del Messico nello stesso anno.

 

SIMBOLI

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 L'immagine dell'aquila fa riferimento alla storia della fondazione di Tenochtitlan, la capitale azteca. Secondo la leggenda infatti, gli aztechi intuirono dove costruire la loro città alla vista di un'aquila (simbolo del sole) appollaiata su un cactus. Il serpente invece era considerato benevolo dal popolo, in quanto rappresentava la madre terra. Dopo la colonizzazione spagnola gli stessi simboli divennero portatori dei valori cristiani: l’aquila rappresentava il bene, il serpente il male sconfitto e l’alloro decorativo nella parte inferiore la gloria. Infine, il cactus richiama uno degli elementi più caratteristici della vegetazione messicana.


Ciak, Si Gira! - I 5 Film Ambientati in Messico da Vedere Assolutamente

Il Messico, terra di sapori, tradizioni, cultura e artisti immortali... Ma anche di registi e film che hanno fatto la storia del cinema e della terra messicana! Scopriamo insieme i 5 migliori film ambientati in Messico da vedere assolutamente ;)

 

"Passione ribelle" (2000)

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ll film, tratto dal romanzo di Cormac McCarthy "Cavalli selvaggi", è ambientato nel 1949: protagonista è il cow boy texano John Grady Cole (Matt Damon) che, vedendo il mondo cambiare troppo in fretta, parte per il Messico col suo amico Lacey, dove spera di trovare una terra selvaggia buona anche per i cavalli. In principio le cose sembrano funzionare, in quanto trova ranch, lavoro presso l'azienda di Don Hector Rocha e anche l'amore con la figlia del padrone Alejandra (Penelope Cruz), ma la situazione ben presto precipita: John viene accusato ingiustamente di omicidio e il padre della ragazza fa di tutto per allontanarlo da lei...Riuscirà a raggiungere la felicità e la tranquillità?

 

"FRIDA" (2002)

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Salma Hayek ha incantato il mondo con la sua interpretazione della pittrice Frida Kahlo, ripercorrendone la vita da quando era studentessa fino agli ultimi anni: il film indaga il processo creativo dell'artista e il suo rapporto con la fama, i suoi viaggi, i suoi legami d'amicizia con alcune personalità rilevanti del tempo e, soprattutto, il suo amore burrascoso con Diego Rivera che, dopo un inizio idilliaco, si rivela fonte di infelicità per Frida; tuttavia, nonostante tutti i tentativi e tradimenti, Frida non riuscirà mai a lasciare andare completamente Diego, in un rapporto "odi et amo" divenuto immortale, proprio come le sue opere.

 

"SIN NOMBRE" (2009)

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Willy, soprannominato El Casper, è un membro della banda Mara Salvatrucha e vive a Tapachula, una città messicana vicino al confine con il Guatemala: insieme al giovane nuovo adepto della banda, Smiley, rapinano uno stabile lungo i binari del treno, dove alcuni potenziali immigrati clandestini si sono nascosti in attesa di proseguire il viaggio verso gli Stati Uniti. Tra gli immigrati c'è una famiglia dell'Honduras composta dalla giovane Sayra, suo padre e suo zio, che stanno cercando di raggiungere i parenti nel New Jersey. In seguito a una serie di tragici eventi, Casper e Sayra si avvicinano sempre di più, e decidono di fuggire insieme dal loro passato e dai rispettivi problemi, nel disperato tentativo di attraversare il confine per iniziare una nuova vita.

 

"APOCALYPTO" (2006)

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"Una grande civiltà non viene conquistata fino a quando non si distrugge da sola dal di dentro". L'epico film di Mel Gibson (in lingua maya con sottotitoli) è ambientato in un'epoca precedente all'arrivo dei conquistadores nello Yucatán, e mostra come le civiltà locali fossero già alla deriva, in una foresta che non conosce tregua o pietà. Protagonista è il giovane maya Zampa di Giaguaro che vive in modo primordiale: quando il suo villaggio viene distrutto da una tribù rivale, Zampa di Giaguro viene fatto prigioniero per essere sacrificato al dio del sole. Riuscito a fuggire miracolosamente, viene inseguito dai nemici: dovrà lottare con tutte le sue forze per sopravvivere alla violenza della natura e dell'uomo e per riuscire a tornare dalla sua famiglia.

 

"ROMA" (2018)

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Messico, 1970. Roma è un quartiere borghese di Città del Messico che affronta una stagione di grande instabilità economico-politica; in questo clima, Cleo è la domestica india tuttofare di una famiglia benestante che accudisce marito, moglie, nonna, quattro figli e un cane senza tregua. La storia di questa piccola comunità è un pretesto per il regista Alfonso Cuarón di indagare e ritrarre la società del tempo, in un sistema contraddittorio in cui le tensioni sociali non tarderanno a ripercuotersi sul piccolo universo di Cleo e della "sua" famiglia. Girato in bianco e nero, nel film si vede il Messico dell'infanzia del regista e della propria esperienza famigliare, in quanto il personaggio di Cleo è ispirato alla sua tata che lo ha cresciuto con amore e devozione.